Buonabitacolo (SA)
 

.

Foto degli Utenti

Foto del Sito

Inserisci Foto

 

Hanno Scritto Commenti Foto

Comune di Buonabitacolo

 

Comune (SA)
Abitanti  2571
Altitudine 501 mt.
Superficie 15,54 Kmq
* C.A.P. 84032


BUONABITACOLO (SA)

Fu fondato nel 1333 da Guglielmo Sanseverino, signore di Padula, Sanza e Policastro, figlio di Tommaso I, conte di Marsico, fondatore della Certosa di Padula. L'atto di fondazione fu stipulato durante il regno di Roberto d'Angiò, nel Palazzo San Giacomo a Padula, alla presenza del giudice Silvestro Pellegrino, il notaio Pietro Vulcano di Padula e di alcuni testimoni. La fondazione fu concessa a tre casalbuonesi (Giovanni Di Gemma, Nicola o Cola Di Filippo, Ruggero De Bona) disposti a stabilire per sé e per i loro discendenti la dimora nella terra concessagli. Tale trattamento, inoltre, era accordato a chiunque altro avesse intenzione di prendervi dimora. Guglielmo impose il nome alla fondazione chiamandola Buonabitacolo, per la salubrità dell'aria e perché lontana dalle paludi infette che dilagavano nel Vallo di Diano. L'Atto notarile fu redatto in duplice copia, una delle quali restò al San Severino e l'altra fu messa a disposizione dei tre fondatori e dei successivi eredi. Nell'atto furono stipulati “patti e condizioni” che dovevano regolare la vita dei cittadini del nuovo casale ed i rapporti con i paesi confinanti.

Buonabitacolo rimase sotto il dominio dei Sanseverino per tutto il resto del secolo. Nel 1407 re Ladislao spogliò dei feudi Ottaviano Sanseverino perché gli si era ribellato e li concesse all'armigero Russo de Specchio, in cambio dei servigi da lui resi alla corona. In tale occasione furono stabiliti i confini e riaffermata l'autonomia del Casale. Nel 1505 Buonabitacolo fu concesso dal re Ferdinando il Cattolico al nobile Antonio De Cardona, da questo nel 1564 fu venduto a Nicola Grimaldi, principe di Salerno e successivamente ai D'Avalos (nella chiesa della Santissima Trinità una lapide del 1646 ricorda il loro dominio su Buonabitacolo).

Il 23 settembre 1645 si effettuò, con la debita formalità, la vendita di Padula e di Buonabitacolo da Diego Avalos alla Certosa di Padula.

Dal 1811 al 1860 ha fatto parte del circondario di Sanza, appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Sanza, appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Il comune ha recentemente deliberato per il referendum correlato al Progetto Grande Lucania.


 

tratto da:  https://it.wikipedia.org/wiki/Buonabitacolo 

LE CHIESE

Chiesa Madre della SS. Annunziata
La Chiesa della SS. Annunziata è la chiesa più antica dell'abitato, ma è stata profondamente trasformata nel corso del '700 e '800. E' a pianta rettangolare con navata unica, ampia e ricca di respiro e di funzionalità con l'abside semicircolare; ha due porte di accesso: una frontale in asse con la navata ed una laterale; quest'ultima ha un portale lavorato in pietra di Padula. All'interno, sopra l'altare è presente un'opera lignea con figure a tutto tondo rappresentante "L'Annunciazione". Lo scultore Giacomo Colombo la realizzò intorno al 1690 e nell'opulenza degli ornamenti, rivela gli influssi del barocco spagnolo (conosciuto dall'artista a Napoli negli anni della sua formazione). Degno di nota è anche un "Armadio reliquiario" in legno risalente al '600, posto in una cappella sulla destra e concepito come una sorta di pala d'altare doppio campo visivo. Il reliquiario, opera dell'artigianato lucano, in legno scolpito, dipinto, dorato, proviene dall'ex Convento Francescano dei Conventuali soppresso da Innocenzo X nel 1652. Reca all'esterno, sulle ante, una serie di tele con la raffigurazione di santi che sono riproposti all'interno, dietro le ante dipinte, in risalto plastico sotto forma di busti - reliquiari. Tra le altre opere di notevole valore artistico e degne di menzione ricordiamo: la statua lignea dell'Immacolata, rappresentata avvolta da una veste di colore bianco e azzurro con notevoli panneggi con sotto i piedi il serpente con tre angioletti e sul capo una corona di bronzo con dodici stelle e la statua lignea di San Michele Arcangelo, principe della corte celeste. Le statue, opera di Giacomo Colombo, risalgono al secolo XVIII.

Chiesa di San Gaetano
La Chiesa di San Gaetano (o di Santa Maria di Costantinopoli), è di origine sei-settecentesca. A pianta rettangolare ed a navata unica, aveva due pregevoli statue ed al centro un quadro raffigurante Maria SS. di Costantinopoli.
Nella nicchia laterale c'era la statua in legno si San Nicola. Sull'altare di sinistra c'era una immagine della Madonna di Costantinopoli. La Chiesa, ridotta in uno stato di forte degrado e rovina, anche a causa del terremoto del 1980, è stata mirabilmente recuperata dal Comune, che ne ha curato anche il restauro e la riqualificazione funzionale.

Chiesa della Santissima Trinità
La chiesa della Santissima Trinità, a navata unica, rappresenta oggi l'unico segno del convento dei frati francescani conventuali soppresso nel 1652. Come risulta dalla iscrizione sul portale in pietra dell'ingresso, l'edificio religioso è stato costruito nel tardo '500. Al suo interno sulla parete a destra dell'ingresso, vi è un pregevole dipinto ad olio su tela centinata, eseguita dal pittore pugliese Orazio Iacobotta da Spinazzola. Il quadro mostra la famiglia devota di Alfonso Abbatemarco, genuflessa sotto la protezione di San Francesco; il dipinto è firmato e datato 1589 e si impone per la cura con la quale sono rappresentati i costumi dell'epoca. Sull'altare maggiore il dipinto ad olio su tela, raffigurante la SS. Tinità e santi, risale al secolo XIV: nella parte superiore è raffigurato lo Spirito Sento tra il Cristo e Dio Padre con alcuni Angeli, mentre nella parte inferiore, sul lato destro, c'è un frate che regge un teschio. Sugli altari laterali vi sono la statua in legno di San Francesco Saverio, (sec. XVIII): il Santo è raffigurato in posizione eretta, con abito monacale nero e regge con la mano sinistra un crocefisso e con la destra indica il cielo; la statua in legno della Madonna in posizione eretta con veste rossa, a rilievi floreali di colore oro e manto celeste con stelle e bordature çolor oro (sec XVIII); la statua in gesso di Santa Lucia risalehte al secolo XVII: indossa due vesti sovrapposte, una di colore verde e l'altra verde acqua, entrambe bordate in oro; la statua di San Antonio (sec. XVIII), con la testa e gli arti in legno ed il resto del corpo in cartapesta: i! Santo è rivestrto del saio marrone francescano con il cordone in vita ed un rosario nella mano destra. Tutte le statue appartengono all'artigianata meridionale.

Chiesa del Calvario
Il documento più antlco nei quale si trova notizia di questa cappella è la visita pastorale del 1762. Dall'ingresso sulla facciata, caratt€izzato da tre arcate protette da cancelli, si accede ad un piccolo atrio di forma rettangolare, delimitato internamente da una parete nella quale si aprono altre tre arcate,simmetriche a quelle di facciata: attraverso esse, salendo due due gradini, si giunge alla piccola aula semicircolare; al centro della parete sorge un altare sovrastato da crocefisso.
A destra ed a sinistra, in piccole nicchie, sono raffigurati alcuni episodi salienti della passione di Cristo: la Veronica col volto di Gesù impresso su una tovaglia, la Deposizione, la Flagellazione e la Coronazione con il gallo che canta, a ricordo del tradimento di Pietro.

Chiesetta Madonna degli Angeli
Situata nel cuore del centro storico, fu eretta nel 1703 da Mons. Angelo Ceraso. Espressione dell'epoca barocca, la sua insolita facciata con un portico rettangolare in pietra, con due ordini di logge sovrapposte, maschera la pianta centrale interna, coperta da una cupola. La piena autonomia tra interno ed esterno della chiesa, è una caratteristica tipicamente barocca. Sulla parete sinistra del loggiato inferiore, all'interno di un ovale, vi è un bello affresco del secolo XVII raffigurante la "Nascita di Maria" al centro S. Anna avvolge in fasce Maria; le sono intorno tre figure femminili che preparano l'acqua e portano sul capo un cesto di panni; sullo sfondo si nota una struttura architettonica con motivo paesaggistico.
La cupola affrescata con una teoria di angeli, serafini e cherubini, assisi tra le nuvole in pose diverse; al di sotto, appoggiati su una finta cornice a rilievo, sono raffigurati due alberi da frutta, alternati da vasi con spighe di grano e da candelabri con ceri. Nella fascia inferiore della cupola, leggermente sporgente, intervallati da colonnine dipinte tra le quattro finestre, sono presenti otto riquadri che raffigurano: la missione di Maria nella predizione profetica, il sacrificio di Abramo, Re Davide con l'arpa, una donna seduta con un bambino in braccio che riecheggia la profezia di Isaia, la Vergine Annunziata, San Giovanni Battista il Precursore, il riposo durante la fuga in Egitto e Davide con la testa di Golia. Sulla parete dell'entrata, di fronte all'altare racchiusi da due cornici mistilinee in stucco, gli affreschi che raffigurano la tentazione di Adamo ed Eva e Giuditta con ia testa mozzata di Oloferne.

Chiesetta della Madonna delle Grazie
Situata nel cuore del centro storico, la sua origine risale al Settecento; ha una pianta rettangolare con altare in muratura. Al suo interno è presente un quadro raffigurante la Madonna delle Grazie del cuscino verde di Andrea Salario (1507-1509).

Cappella di San Domenico
La cappella fu edificata nel 1689 dalla famiglia Leopardi. Mons. Francesco Antonio Leopardi, la donò alla nipote Teresa Leopardi in seguito al matrimonio con Don Ludovico Picinni. E' posizionata nel cuore del primitivo insediamento umano. L'edificio è a pianta rettangolare ad una sola navata; l'altare maggiore è in stucco, di autore ignoto, caratterizzato da un paliotto anteriore. II portale, in pietra di Padula, ha il timpano spezzato e sopra di esso è posto lo stemma vescovile di Mons. Francesco Leopardi: un leone ed una stella con un cappello vescovile. All'interno, numerosi sono i richiami alla Certosa di Padula; la ricca ornamentazione plastica in stucco, rievoca quella della Cappella del Tesoro. Gli artigiani che realizzarono la pavimentazione maiolicata, si ispirarono sicuramente ai pavimenti della chiesa certosina (attribuiti alla bottega napoletana dei Massa); al centro del pavimento, arricchito da motivi fitomorfi, è rappresentato il sacrificio di Isacco. L'affresco sulla volta, al centro della cappella, di autore ignoto, raffigurante la glorificazione di Maria circonfusa da Angeli, è racchiuso in una ricca cornice di stucco. Il tabernacolo dell'altare principale presenta decorazioni marmoree, mentre il paliotto in scagliola e madreperla con motivi floreali e vegetali nei toni rosso e bianco su fondo nero, fu con molta probabilità opera della stessa bottega che realizzò gli altari delle cappelle certosine. Nella prima nicchia a destra, c'è la statua in legno dell'Addolorata (1850) di autore ignoto. Le acquasantiere in pietra di Padula, incastrate nel muro, hanno la forma di conchiglia con angioletti raccordati da campanelli.
 


 

 

Manifestazioni ed eventi:

 


 

[ Mailing List ] [ Home ] [ Scrivici ]