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SAN CHIRICO RAPARO

(da un volume dei primi del '900)


Poco distante da Carbone è San Chirico Raparo, a mezza costa dalle falde orientali del Monte Raparo, le cui vette raggiungono circa 1800 metri di altezza sul livello del mare.
A poca distanza dall'abitato, sotto la diruta Badia di Sant'Angelo, c'è una vasta grotta, dalla cui volta pendono stalattiti.
A circa mezzo chilometro dalla grotta, c'è la famosa sorgente Trigella cantata dal Pontano, la quale non dà acqua dalla seconda metà dell'autunno e per tutto l'inverno, e ne versa abbondantemente solo nell'estate.

I Magaldi:
San Chirico Raparo ha l'orgoglio di aver avuto nel periodo delle lotte contro la tirannia dei Borboni, un'intera famiglia di fervidi patrioti: la famiglia Magaldi.
Paolo, dottissimo giurista, dovette per dodici anni andare ramingo, cercato, insidiato, minacciato dalla polizia borbonica che voleva arrestarlo, come era capitato al fratello Gaetano che fu rinchiuso a Napoli, nel carcere di San Francesco, ed al fratello Nicola Maria che, liberato dal carcere, il 17 agosto del 1860, si trovò fra i patrioti che combatterono a Potenza contro gendarmi borbonici.
Và ricordato Vito Maria Magaldi, che, avuto notizia del prossimo passaggio di Garibaldi per la Basilicata, fuggì di casa e percosse a piedi circa 60 miglie, fino al monte Marno ove incontrò Garibaldi, e chiese semplicemente di poterlo seguire.
Aveva 12 anni, parve a tutti impossibile accettare la generosa offerta di quel fanciullo. Ma le sue insistenze furono tali che non si ebbe la forza di rimandarlo fra i suoi. Fu il più giovane soldato e marciò con le sue truppe.

Autore: (da un volume dei primi del '900)

 

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