Laino Castello (CS)
 

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Comune di Laino Castello

 

Comune (CS)
Abitanti  879
Altitudine 545 mt.
Superficie 37,33 Kmq
* C.A.P. 87015


LAINO CASTELLO (CS)

Per stabilire la data certa delle origini della comunità, possiamo solo prendere come punto di riferimento i numerosi sepolcri, costruiti con grossi blocchi di tufo e dipinti di rosso, ritrovati nel 1812 in località Umari e risalenti al periodo greco. La maggior parte degli studiosi ritiene che l'antico borgo sia stato fondato dai superstiti di Lavinium, città romana, e divenne ben presto potente. Dopo circa due secoli di splendore, nel IV secolo a.C. ebbe inizio un'inesorabile fase di declino anche a causa di pressanti mire espansionistiche da parte dei Lucani. La città si ridusse a un villaggio. Le sue sorti si risollevarono notevolmente sotto i Bizantini e grazie anche all'opera dei monaci basiliani. Certo è che, durante le lotte per il predominio tra Bizantini e Longobardi, questi ultimi costruirono sul colle di S.Teodoro una fortezza/castello (Castrum Layni) per tener testa al nemico. Lo stesso castello divenne poi capoluogo del Gastaldato del principato di Salerno, uno dei più importanti dell'Italia Meridionale. Nel 1276, per volontà di Carlo I d'Angiò, il castello fu ampliato e consolidato e vi fu creata una piazzaforte militare che venne ulteriormente migliorata da Carlo II. L'arrivo dei Normanni segnò l'inizio delle successioni feudali. I primi signori furono i Chiaromonte che conservarono il dominio per tutto il periodo svevo. Nel 1310 il castello e i suoi possedimenti passarono nelle mani dei Sanseverino. Nel 1496 il capitano spagnolo Consalvo espugnò con l'ingannno il feudo (la fortezza) che passò, così, sotto la dominazione aragonese. Agli inizi del XVI secolo il borgo fu ceduto da Ferdinando I al suo consigliere e parente Ferrante De Cardenas con il titolo di marchese di Laino. I De Cardenas appoggiarono sempre la causa spagnola. Il 4 luglio 1529 i lainesi, per decisione della marchesa Sidonia Caracciolo, vedova di Alfonso De Cardenas e madre di sette figli, respinsero gli attacchi del capitano francese Simone Tebaldi Romano, conte di Capaccio. I Caracciolo furono l'ultima famiglia ad avere il dominio sul feudo che venne definitivamente abolito con la legge eversiva del 1806 e che vede come ultima feudataria Maria Giuseppe De Cardenas. Nello stesso anno (1806) le truppe napoleoniche sconfiggono i borbonici a Campotenese, sul Panino. È questo un periodo ricco di mutazioni civili e sociali, ostacolate sia dalla nobiltà che dall'arricchita borghesia a discapito degli strati più deboli, relegati sempre più alla miseria e all'ignoranza. Questa grande povertà, in molte province meridionali, causa la predisposizione al brigantaggio. Questo fenomeno è alimentato, con grande dispendio di mezzi, dalla corte borbonica stabilitasi in Sicilia e la dura repressione del fenomeno, da parte dei francesi, serve solo a rendere più sicure le strade della Calabria. Nel 1815 tutta l'Europa subisce i mutamenti della Restaurazione e l'area del Pollino ritorna nelle mani dei Borboni. Negli anni che vanno dalla Restaurazione al primo Novecento, nonostante l'unificazione d'Italia, si pone la "Questione meridionale" in modo sempre più evidente. Nel 1900 ha inizio una massiccia emigrazione verso le Americhe, fenomeno che si ripeterà tra gli anni 1950 e 1960 ma, questa volta, verso l'Italia Settentrionale industrializzata, la Germania e la Francia. Il 4 novembre 1811 Laino Castello si divide da Laino Borgo: infatti, la storia dei due Comuni, denominati mplícemente "Laino", risulta identica solo fino ai 1811. Successivamente, nel 1928, Laino Castello e Laino Borgo vengono riunificati sotto il nome di Laine Bruzio ma, nell'immediato dopoguerra, precisamente nell'ottobre 1947, la scissione sarà definitiva. Questo secolo vede nell'area l'istituzione del Parco Nazionale del Pollino.


 

tratto da:  Istituto Comprensivo "Biagio Longo" 


 

 

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