Policastro Bussentino (SA)
(frazione di Santa Marina)
 

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Comune di Policastro Bussentino

 


POLICASTRO BUSSENTINO (SA)

Pyxous, come era chiamata in antico Policastro, costitui un approdo favorevole per gli abitanti della colonia che, secondo Strabone e Diodoro Siculo, fu fondata dal tiranno di Rhegion, Mikythos, intorno al 471/470 a.C. Trascurato dai coloni reggini, il sito continuò ad essere frequentato da popolazioni lucane dell'entroterra e dagli Eleati (abitanti di Elea a nord ovest della colonia). Solo nel II secolo con la deduzione coloniale in muro ducta, Pyxous ribattezzata Buxentum entrò a pieno titolo nell'amministrazione romana dei territori italici e nell 'ager romanus. Non abbiamo testimonianze archeologiche della prima fase dell'insediamento, ma sappiamo da fonti epigrafiche che in epoca imperiale la città fu dotata di un forum, di un macellum e di altri edifici propri di una colonia. A partire dal tardoantico si rinforzarono le mura, si costruirono delle torri e si chiuse il percorso a monte, sulla rocca, con la costruzione del castello. Il centro urbano, divenuto importante sede vescovile, si dotò di un 'adeguata chiesa sotto forma di trichora, inglobata nell'attuale Duomo trecentesco.

La Cattedrale
Il nucleo più antico della chiesa cattedrale di S. Maria Assunta è costituito dalla cripta, costruita nel VI secolo nell'area precedentemente occupata dal foro, dalla necropoli e dal macellum della città romana di Buxentum (Policastro). Dedicata a S. Gregorio Magno, l'ambiente ipogeo presenta un impianto bizantino trilobato scandito da quattordici colonne di spoglio di età romana - in marmo cipollino e granito rosso - con capitelli multiformi, atte a sorreggere il sistema di copertura a volte incrociate. Nell'XI secolo, con l'arrivo dei Normanni, fu edificata l'attuale cattedrale dedicata a S. Maria Assunta, consacrata nel 1079 dal vescovo di Salerno Alfano I. La facciata, a fronte triangolare con tetto a capanna e relativo rosone centrale, è caratterizzata da un lessico architettonico squisitamente romanico. Sul prospetto, l'architrave di un portale rinascimentale reca l'iscrizione indicante data, committente e stemma vescovile. Sovrasta il portale un'edicola in marmo scolpito raffigurante la Santissima Vergine in trono con Bambino fiancheggiata da due angeli, tutelari della città di Policastro. Nel 1167 fu costruito il campanile. Distribuito su tre piani e caratterizzato da monofore e arcate cieche intrecciate di epoca normanna. Due le iscrizioni funerarie romane poste sui primi due ordini romanici, una dedicata a Julia, figlia dell'imperatore Augusto, l'altra a Germanico, figlio dell'imperatore Tiberio. Gli altri due ordini furono sovrapposti nel XV secolo. L'impianto interno ripropone lo schema basilicale con transetto trilobato, sopraelevato in corrispondenza della sottostante cripta, in un complesso commissionato probabilmente da Roberto il Guiscardo. La pesante ristrutturazione effettuata nel XVIII secolo, durante la quale furono eliminate le due navate laterali, preservò la cappella del SS. Sacramento: eretta nel 1627, l'ambiente è coperto da una piccola cupola decorata da figure angeliche, sorretta da quattro colonne di ispirazione rinascimentale; delicati affreschi della stessa epoca, ormai solo in tracce, decorano le pareti laterali. Il soffitto della navata fu rielaborato a tavole dipinte nel 1655, decorato con motivi floreali, cartigli, mascheroni, teste angeliche, presenta al centro tre dipinti dedicati all'Assunta. Tutto l'apparato decorativo è completato da affreschi, sculture, dipinti su tavola e tele, a cui si aggiunge l'interessante sarcofago di Giulio Gallotti (XV secolo).

La Cinta muraria
Le mura poligonali che attualmente delimitano il centro storico. furono erette dai Normanni nel XII secolo. La cinta prese corpo su preesistenti costruzioni, quali lacerti di fondazioni enotrio-italiche e successive aggiunte edilizie di epoca greco-arcaica (471 a.C.) e romana (194 a.C.). I Normanni imitarono l'architettura delle Mura Aureliane (la cinta muraria romana edificata dagli imperatori Aureliano e Probo a partire dall'ultimo quarto del III secolo d.c.), potenziando la capacità difensiva della cortina mediante l'elevazione di quattordici torri a base quadrangolare.

 

tratto da:  cartello esposto nel centro storico di Policastro Bussentino


 

 

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