Polla (SA)
 

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Comune di Polla

 

Comune (SA)
Abitanti  5327
Altitudine 460 mt.
Superficie 47,12 Kmq
* C.A.P. 84035


POLLA (SA)

Cenni storici
II Comune di Polla, situato a sud del Vallo di Diano fra le catene montuose degli Alburni ad Ovest e della Maddalena ad Est, si estende per 47,12 Kmq. II Vallo in origine era un grande lago pleistocenico e gli unici emissari erano degli inghiottitoi che per la maggior parte si trovavano nella zona dove ora si trova il territorio di Polla.
Polla è posta ad una latitudine media di 460 m. sul livello del mare, infatti la Grotta dell'Angelo nota come la Grotta di Penosa in contrada San. Domenico è a soli 224 m. sul livello del mare, mentre la punta del monte San. Tommaso è a 1250 m. sul mare.
Polla per la sua posizione geografica è stata sempre al centro di traffici sia a Nord Sud che ad Est Ovest, e ciò è confermata da una abbondante quantità di ritrovamenti, sia nella grotta che nelle molte tombe del suo territorio che dimostrano la presenza di materiale culturale appartenente "a tutti i popoli indoeuropei" provenienti sia dall'est che dal Tirreno. Per quanto concerne le origini del nome Polla, il Gatta sostiene nella sua "Lucania" che Polla deriva da Petilia, corretta poi in Pollo. Prima dell'anno 1000 il territorio di Polla e l'intera catena montuosa degli Alburni e della Maddalena fu zona abitata da pastori che hanno lasciato tracce del loro passaggio nelle grotte, nelle quali sono stati rinvenuti resti umani ed animali. I Romani hanno lasciato numerose tracce visibili della loro opera di romanizzazione: la costruzione della "via Annia", del ponte sul fiume Tanagro, ricostruito nel 1700 dall'ingegnere Carlo Pollio secondo le linee, dell'elogium e del Mausoleo di Caio Oziano Rufo. Della denominazione bizantina, invece non rimangono tracce, tuttavia la presenza di comunità greche nel paese è testimoniata sia dai rito greco professato nelle chiese di Santa Maria dei Greci e San Nicola dei Greci, sia dal ricco costume che le donne hanno indossato fino all'inizio del secolo scorso. Nel tempo il territorio di Polla è stato sottoposto al controllo religioso di cinque ordini monastici: i Benedettini, i Cappuccini, i Domenicani, le Clarisse e i Francescani.
Durante il regno borbonico Polla ebbe in visita il re Ferdinando IV, venuto a vedere i lavori di bonifica della zona da lui ordinati. Durante il Risorgimento il paese aderì ai moti carbonari con la società segreta " la Naosparta Febea ", capeggiata dal giovane Vincenzo Parisi, e partecipò alla battaglia del Volturno con il Battaglione Tanagro. Dopo il Plebiscito indetto da Garibaldi nell'Ottobre del 1860 per l'annessione delle province meridionali e la successiva proclamazione del Regno avvenuta a Torino nell'anno 1861, si dette forma all'assetto amministrativo della nazione, che fu divisa in cinquantanove province rette da prefetti, dipendenti dal Governo centrale con i circondari che subentrarono ai distretti, i sottoprefetti ai sottointendenti e i mandamenti ai circondari. Finiva nei Comuni del Mezzogiorno dopo più di mezzo secolo il Decurionato e nasceva, come in tutta la nazione, il Consiglio Comunale in mezzo al quale si formava la Giunta. Con l'unità d'Italia la vita a Polla non trascorse soltanto fra le celebrazioni nazionali e la ricostruzione del paese ed essa fu il centro di un continuo stato di mobilitazione tra Guardie Nazionali addestrate nel maneggio delle armi, le Guardie Mobili subentrate alla vecchia gendarmeria borbonica e le squadre di Reali Carabinieri impegnati nella repressione della recrudescenza del brigantaggio.
Per effetto delle leggi eversive tutte le opere pie, prima amministrate dalle chiese e dalle comunità religiose, erano state accentrate in un solo organismo, la Congregazione di Carità, la quale, istituita a Polla sin dal 1862, ebbe un maneggio delle elemosine, dell'Asilo Infantile e dopo anche del Monte Pecuniario e dell'ospedale. Il Monte Pecuniario si era formato con la colletta borbonica assegnata a Polla per i danni dovuti al terremoto che ci fu nella notte tra il 16 e 17 Dicembre del 1857, e per una trentina d'anni fu un istituto assai attivo, che concesse prestiti non superiori alle trenta lire per un tasso di interesse così modesto che le domande superarono il capitale disponibile, benché si fosse provveduto ad eccrescerlo sopprimendo nel 1876 il vecchio Monte Frumentario. Il ricavato dalla vendita del grano servì ad aumentare per una quarta parte il Monte Pecuniario, mentre con le altre tre parti fu formata una rendita a beneficio dell'ospedale in fase di costruzione.
Nel 1980 Polla fu colpita dal grande sisma che ha arrecato notevoli danni sia alle case che alle chiese. Nel 1982 Polla ebbe la sua stazione ferroviaria seguita poi dalla costruzione del nuovo ospedale; grandi opere infrastrutturali quindi che hanno rappresentato una fonte di vita per molti bollesi, che hanno abbandonato così il settore primario per il terziario. Tra la vegetazione e le colture tipiche troviamo gli olivi, il grano, il granoturco, gli alberi da frutta (mele, pere e ciliegie), la macchia mediterranea e il castagno. L'economia del comune di Polla è legata alle industrie alimentari, di imbottigliamento e meccanica.

Febbraio 2008
FRANCESCO PASSARELLI

 

tratto da:  http://www.archiviodistatosalerno.beniculturali.it/Risorse/Prefettura/Comuni/Polla.pdf


 

 

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