Rutino (SA)
 

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Comune di Rutino

 

Comune (SA)
Abitanti  889
Altitudine 371 mt.
Superficie 9,69 Kmq
* C.A.P. 84070


RUTINO (SA)

La data di fondazione del paese non è nota. Il casale viene indicato per la prima volta col nome di Ruticinum (in locum Ruticini) in un documento del 954. In questo si parla della "Translatio" dei resti del corpo dell'apostolo San Matteo da Duoflumina (Casal Velino) a Caputaquis (Capaccio) e di qui a Salerno.
Il paese nel secolo XI era un casale della Baronia del Cilento, feudo della famiglia Sanseverino dal 1276. Venduto nel 1535 da Ferrante Sanseverino a Francesco de Rogerio, nel 1538 passò al figlio di quest'ultimo, Gian Lorenzo. In seguito appartenne a Giovanni Gomez unitamente al castello di Rocca, di cui seguì le vicende.
Dal 1811 al 1860, con la denominazione Rotino, ha fatto parte del circondario di Torchiara, appartenente al Distretto di Vallo del Regno delle Due Sicilie.
Alla spedizione dei Mille garibaldina partecipa anche il rutinese Michele Magnoni. Lucio Magnoni sarà deputato al Parlamento del Regno d'Italia. Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia ha fatto parte del mandamento di Torchiara, appartenente al Circondario di Vallo della Lucania.
Il 23 febbraio 1919 nasce Enzio Cetrangolo, noto poeta e latinista.
Durante la Seconda guerra mondiale il paese era occupato da truppe tedesche che erano accampate nel vecchio campo sportivo. Fino all'apertura della nuova strada provinciale 417, che parte da Agropoli e termina a Sapri, era un'importante tappa del percorso della strada statale 18 Tirrena Inferiore.
Nacque a Rutino il membro dell'Assemblea Costituente, tra le file del PSIUP, Giovanni Lombardi, che morirà il 29 ottobre 1946, a Napoli; era stato Deputato del Regno d'Italia tra il 1919 ed il 1921 come membro del PSI.
Dopo la seconda guerra mondiale la frazione Rutino Scalo disponeva di una Stazione Ferroviaria che è stata chiusa negli anni '90.

Monumenti e luoghi d'interesse
Palazzo Cuoco, di origine tardo-medievale, era un convento con numerosi affreschi situati sul piano rialzato, inesistenti dagli anni 50.
Palazzo Lombardi
Palazzo Colombaia della famiglia Cuoco
Chiesa di San Michele Arcangelo, di origine medievale, l'edificio ha subito una radicale trasformazione nel 1885. Vi sono conservate numerose statue del 600, una tela raffigurante Santa Lucia e in un locale di servizio è stato ricavato un museo parrocchiale.[2]
Chiesa di Santa Maria dell'Arco
Cappella della Madonna delle Catene
Cappella di San Giuseppe
Totem della Pace, opera monumentale di Mario Molinari che costituisce il simbolo adottato dai principali Paesi del mondo e che si sta realizzando in oltre 200 città dei vari continenti.
La Chiesa di Sant'Anna e San Gioacchino nella frazione di Rutino Scalo.


Il volo dell'Angelo
La statua di San Michele adornata dalle offerte dei fedeli durante la festa patronale
La festività più importante che si celebra durante l'anno è quella del protettore San Michele Arcangelo. La festività cade la seconda domenica di maggio ed è celebrata con un solenne rito religioso. La statua del santo viene portata in processione per le vie del paese e viene accompagnata dalle Associazioni Cattoliche, dalla Banda Musicale e da numerosissimi fedeli.
La processione è caratterizzata da due momenti salienti:
Il primo consiste in una breve sosta per assistere ai fuochi pirotecnici divenuti famosi per la durata e per la loro potente carica esplosiva che squarcia il cielo e fa tremare la terra: è uno spettacolo stravolgente ed emozionante.
La processione prosegue e arrivati in piazza i portatori adagiano su di un tavolo la Statua di San Michele disponendola di fronte al palco, allestito per l'occasione, che funge da Inferno.
Il secondo momento consiste nella sacra rappresentazione della lotta tra l'Arcangelo San Michele e Lucifero.
L'Angelo parte dalla loggia della casa canonica imbracato ad una carrucola che scorre su una corda. Viene fatto avanzare lentamente fino a posizionarsi di fronte al palco che rappresenta l'Inferno. Un assoluto silenzio è calato sulla piazza dove la gente si accalca per meglio godersi lo spettacolo. L'Angelo inizia la prima parte del dramma lanciando un severo monito a Lucifero per essersi ribellato a Dio e gli annuncia che questa sua disobbedienza gli sarebbe costata molto cara. Lucifero si dichiara pronto alla battaglia e sfida l'Angelo. Con questa intesa termina la prima parte del dramma. L'Angelo accompagnato da scrosci di applausi raggiunge il lato opposto della piazza mentre la Statua del "Principe degli Angeli", in processione, percorre il lato opposto del paese (contrada Serra). Al ritorno della processione, giunti di nuovo in piazza, l'Angelo, munito di scudo e spada, ritorna in scena ed affronta l'acerrimo nemico Lucifero. Lo scontro incomincia e, dopo un simbolico duello, l'angelo sconfigge il diavolo facendolo stramazzare al suolo. Umiliato e confuso Lucifero si dichiara sconfitto e si rifugia nell'inferno. L'Angelo nel riprendere il volo di ritorno canta un inno di lode al cielo. La manifestazione si conclude riportando la statua nella parrocchia.
 

tratto da:  https://it.wikipedia.org/wiki/Rutino 


 

 

Manifestazioni ed eventi:

 


 

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