Torraca (SA)
 

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Comune di Torraca

 

Comune (SA)
Abitanti  1267
Altitudine 425 mt.
Superficie 16,01 Kmq
* C.A.P. 84030


TORRACA (SA)

Il termine Torraca deriva presumibilmente da Torre de Jaco, un signore vissuto a Torraca nei secoli passati.
Poco conosciamo delle sue origini, che sembrano risalire al sec. X d.C. e sono da attribuire a popolazioni di matrice greca.
L’ipotesi più probabile è che furono gli stessi abitanti della costa, distante circa 10 Km dal borgo, spinti dalle devastazioni dei Saraceni nel 915 a rifugiarsi sulle colline e a fondare il nuovo rustico centro abitato.
Durante la guerra del Vespro fra angioini ed aragonesi (1285-1302), l’antico borgo costituì uno dei principali fortilizi angioini dell’entroterra.
Il Cappelli scrive che il santo monaco italo-greco Fantino visse nel Mercurium, ma tra il 951-952 si trasferì a Torraca, dove morì e probabilmente vi sono conservate le sue spoglie.
Nel 1806 il paese subì l’assalto delle truppe francesi, che dettero alle fiamme gran parte dell’abitato e saccheggiarono il Castello Baronale esportandone quadri, statue ed altri oggetti di valore.
Carlo Pisacane nel giugno del 1857, dopo lo sbarco a Sapri, venne a Torraca nella storica piazzetta dell’Olmo, tenne un famoso discorso, incitando il popolo alla rivolta, nessuno però poté seguirlo nel suo disegno perché ricorreva in quel giorno la Festa di San Pietro, il Santo Patrono. I torrachesi comunque gli indicarono la strada per arrivare, senza pericolo, al Fortino.


Il Feudo Torrachese
Il piccolo borgo e le terre circostanti furono nei secoli proprietà di molti feudatari.
Il primo nome che viene citato è quello di Bartolomeo di Torraca proprietario di terre e di beni, successivamente nel 1270 il feudo passò nelle mani del nobile Francesco Sanseverino, conte di Lauria che lo diede in subfeudo a Tommaso Monforte di Laurito.
Dalla fine del 1300 il feudo è oggetto di una lunga serie di vendite e tra i proprietari più illustri annoverati ricordiamo i De Freda e i Gambacorta.
Nel 1599 il feudo passa nelle mani di Decio Palamolla, barone di Scalea che si trasferisce a Torraca per la bellezza del posto e per le favorevoli condizioni metereologiche. Fu il primo barone di Torraca e di Sapri, al tempo territorio torrachese. Decio Palamolla sposò Brianna Gaetani e nei successivi tre secoli si susseguirono ben 7 baroni della stessa dinastia: Carlo, Vespasiano, Francesco, Biagio etc.
Nel 1852 nel corso di una sua visita in Calabria, Ferdinando II, Re delle due Sicilie (1830 al 1859), il 27 settembre sbarcando dalla nave Carlo III, approdò a Sapri e fu ospite del Barone Biagio Palamolla a Torraca…
Il Re fu accolto con festose manifestazioni: luminarie, spettacoli, giochi di fuoco e danze.
In quell’ occasione fu donata al barone Palamolla una carrozza, segno di gratitudine del Re Ferdinando.
Della visita del Re ne danno testimonianza una lapide sulla facciata interna del castello, la cui scritta recita:

Ferdinando II Re delle due Sicilie
Sopra tutti i principi predecessori nelle arti della pace e della guerra
Con lode di tutti superiore perlustrando la regione Calabria per ragioni di Stato
Avendo riposato in queste mura
Il popolo di Torraca esultante per la gioia esilarò con la sua parole affinchè non si perdesse a Torraca il ricordo del Re
Così eccelso ospite questa pietra ad imperituro ricordo

Biagio Palamolla Marchese di Poppano pose.
Anno della salute 1852
8 ottobre

 

tratto da:  http://www.comune.torraca.sa.it
 

 

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