Torre Orsaia (SA)
 

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Comune di Torre Orsaia

 

Comune (SA)
Abitanti  2185
Altitudine 295 mt.
Superficie 21,03 Kmq
* C.A.P. 84077


TORRE ORSAIA (SA)

Tra storia e leggenda
Il mestiere dello storico è difficile e delicato, fatto di pazienti ricerche e meticolose ricostruzioni, che devono confluire in un discorso organico e rigoroso, coerente e suffragato da prove documentali.
Accade fin troppo spesso, però, che queste sacrosante esigenze di coerenza e rigore vengano abilmente aggirate - per non dire totalmente ignorate - da storici improvvisati, i quali passano con eccessiva disinvoltura dalla storiografia al romanzo, dal racconto storico alla narrazione fantastica.
Atterriti dalla possibilità di entrare a far parte della vasta schiera di amabili mistificatori, nella compilazione di questo breve sunto delle vicende che hanno interessato Torre Orsaia e Castel Ruggero nel corso di quasi mille anni di storia - un banale lavoro di sintesi e trascrizione di testimonianze raccolte da altri - abbiamo tenuto a separare nettamente i fatti che possono essere provati da quelli che non hanno al momento un reale riscontro, nella speranza di essere riusciti a narrare fedelmente un frammento di Storia.
La nostra storia ha inizio intorno alla metà del secolo undicesimo, all'epoca del condottiero normanno Roberto il Guiscardo, quando le incursioni dei pirati, la malaria e la distruzione di Policastro operata dallo stesso Guiscardo (1065) spinsero le popolazioni costiere a spostarsi verso zone più interne del territorio; venne così a costituirsi un primo centro abitato nella Terra Turris Ursajae.


Le origini: Vescovi e corsari
Il luogo di cui parliamo è quello su cui attualmente sorge Castel Ruggero, considerato di grande importanza strategica già dai Longobardi, e che ospitò intorno al 1150 un accampamento di truppe di Ruggero II il Normanno (da cui il nome Castra Roggerii).
Nel 1301 monsignor Pagano, Vescovo di Policastro, deciso a far valere i propri diritti feudali sul territorio della Diocesi, ordinò la costruzione di una sede estiva dell'Episcopio a Torre Orsaia, ed emanò un bando nel quale prometteva a tutti coloro i quali avessero voluto prendere dimora vicino al Palazzo Vescovile, terra a sufficienza per una casa, una vigna, un orto e un pagliaio, dietro pagamento di un'imposta dettapregata.
Come abbiamo detto, nel 1301 un nucleo abitativo, per quanto piccolo, esisteva già: il bando di monsignor Pagano e la redazione dei Capitula terre turris ursaye, un codice legale che regolava la convivenza civile e i rapporti della popolazione con il Vescovo-Barone, servirono a ratificare situazioni e usanze che si erano oramai consolidate nel corso di due secoli.


Mensa Vescovile e Università: cinque secoli di contese
Fondato il nucleo originario del paese, redatti i Capitula, istituita l'Università (un organismo che rappresentava i cittadini), mons. Pagano e i suoi successori iniziarono ad affermare i propri privilegi feudali: i cittadini di Torre Orsaia, vassalli dei Vescovi (e relativamente indipendenti dall'autorità dei Conti di Policastro, appartenenti alla famiglia Carafa della Spina, avversari storici della Mensa Vescovile), rimpinguavano le casse della Mensa con decime e pregate e fornivano mano d'opera gratuita (nelle forme e nei limiti stabiliti dai Capitula) nelle terre, nei mulini e nei frantoi episcopali.
I privilegi di cui godevano i Vescovi-Baroni e le angherie che essi imponevano alla popolazione torrese provocarono ben presto la reazione dei cittadini, che tentarono più volte, nel corso di quasi cinque secoli di battaglie legali, di dimostrare l'illegittimità delle pretese vescovili sul feudo.
Nel 1479 si consumò addirittura una piccola scissione: un gruppo di cittadini torresi chiese di poter edificare un nuovo centro a poca distanza da Torre Pulsaria - come allora si chiamava il paese - nel luogo che i soldati normanni avevano scelto per il loro castrum tre secoli prima. Ferrante D'Aragona, Re di Napoli, con un decreto datato 15 giugno 1479 diede facoltà di edificare "in loco dicto Castra Ruggerii, quod numquam fuit habitatum" (nel luogo detto Castel Ruggero, che non fu mai abitato) e stabilì che il nuovo centro sarebbe dipeso amministrativamente da Torre Pulsaria, che ebbe così la promozione da casale (frazione) di Policastro a Oppido (Comune). Castel Ruggero ottenne successivamente l'indipendenza amministrativa nel 1808, per ritornare frazione di Torre Orsaia nel 1929.


 

tratto da:  http://www.comune.torre-orsaia.sa.it


 

 

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