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SCHEGGE DI MEMORIA

ANTONIO MOLFESE
 

Figlio della Lupa

Guardando una fotografia dell’epoca e che ricordava i fasti del fascismo, anche a S. Arcangelo mi sono visto protagonista di un evento che era stato rimosso dalla mia mente. Si trattava di una festa organizzata dalle autorità dell’epoca, che si tenne nel Giardino di Infanzia ubicato al convento e donato al Comune dal Prof Giovanni Castronuovo. Da premettere che il giardino di infanzia era tenuto dalle suore di San Giovanni Grosso la cui casa madre era a Lodi ed era frequentato da tutti i ragazzi del paese. Durante il periodo della mia permanenza ricordo molte suore: la superiora, una donna molto alta, distinta e che metteva soggezione nonostante parlasse poco, Suor Giuseppina, che ci picchiava quando eravamo discoli, e Suor Camilla, una magnifica suora della provincia di Novara che mi è rimasta nel cuore. Quando ero universitario a Pavia ho pensato di cercarla, ma eventi fortuiti me lo hanno impedito fino a quando ho saputo della sua dipartita. Era così attaccata a S. Arcangelo che aveva chiesto di essere seppellita nel cimitero del paese.
Sono venuto a sapere da una suora nostra amica, Suor Maria Teresa Malgieri, che anche Suor Camilla chiedeva dei suoi ragazzi, fra cui c’ero anche io, dato che si è fermata a S. Arcangelo per molti anni. Era una suora che sapeva parlare in pubblico, sapeva dipingere, per cui tutte le tovaglie dell’altare dipinte erano suo frutto, ed infine sapeva trattare con le persone, specie con i ragazzi.
Ritornando alla festa alla quale ho partecipato come co-protagonista, ricordo che a suon di musica facevamo degli esercizi a corpo libero, tra cui non mancava la marcia, l’attenti ed il saluto fascista.
Seguendo la musica intonammo tante canzoni dell’epoca alla presenza delle massime autorità del paese e dei genitori degli alunni che partecipavano al saggio ginnico.
Si possono osservare nella foto signori impettiti in quanto orgogliosi dell’autorità che rappresentavano, signore eleganti, che sfoggiavano per l’occasione l’ultimo acquisto fatto in città, e tanta gente comune che curiosa osservava l’avvenimento. Non sono riuscito a vedere nella foto i miei genitori per il fatto che mio padre era in guerra in Albania e mia madre forse impegnata, data l’assenza del marito, a controllare i lavori nelle campagne di nostra proprietà.
Ricordo comunque che al saggio fui accompagnato dalla cameriera e che alla fine della manifestazione tornai a casa con mio sommo piacere vestito da figlio della lupa.

 

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