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Giovannina VIGGIANO

 

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PRE
SENTAZIONE


Molti, in un particolare periodo della propria vita, scrivono poesie per poi tenerle per sé, gelosamente custodite in un tiretto. Anche Giovannina Viggiano ha avuto il suo bravo quaderno, con i suoi versi, rimasto inedito a lungo e soltanto ora, a trentuno anni dalla morte, la Pro Loco di Avigliano rende pubblico quel materiale, offrendo a tutti la possibilità di gustare dei versi bellissimi. Giovannina Viggiano è nata ad Avigliano il 9 aprile 1907, dove è vissuta fino al 1938 quando ha deciso di seguire la sua vocazione religiosa, entrando come postulante nell'ordine delle suore di Sant'Anna a Potenza e subito dopo a Cercola (NA) dove, con la vestizione ha mutato il nome in Sr Anna Maria. Da suora, ha svolto il suo apostolato a Cosenza, lesi, Lanciano, Matera, prodigandosi per tutti, ma ha continuato a coltivare la sua vena poetica, scrivendo rime per ogni occasione. Non mi soffermo sull'abbondante produzione di Sr Anna Maria, bensì su dieci composizioni in dialetto firmate: Giovannina, che più la legano alla sua TERRA d'origine e su una in lingua. Rimasta orfana, si e sostituita alla mamma, ed ha assistito amorevolmente una sorella gravemente ammalata fino alla morte e, solo allora ha pensato a sé approdando alla sua unica vera meta: servire Dio. Persona altruista, sempre impegnata, anche nell'Azione Cattolica di cui è stata presidente, era attiva, vivace, cordiale e, come lei stessa scrive nel sonetto "Autoritratto" del 10 ottobre 1934

.... " mai il cor faccio apparire dilaniato,
allegra sempre, pronta e veritiera ....
.... sereno aspetto, quasi mai irato,
amica di tutti, un po' ciarliera "


Per il suo carattere aperto era fortemente stimata, un esempio è dato dal giorno della partenza, quando tutta Avigliano era alla stazione per salutarla. Questa donna sempre disponibile, fattiva e sorridente, trovava il tempo per scrivere poesie. Ma che cos'e la poesia? Una poesia è fatta di parole e le parole sono fatte di suoni, anzi, anticamente essa non si distingueva dalla musica e dal canto. Oggi diventa piuttosto un fatto individuale, personale, senza però essere privo di suoni perché deve comunicare immagini nella maniera più semplice e spontanea, così come accade nella poesia di Giovannina i cui versi, a rima alternata, esprimono immagini e ritmi. Ella in questi dieci scritti, guarda a ciò che la circonda e rappresenta la realtà del suo tempo con: personaggi, luoghi, situazioni, sentimenti .... Personaggi come l'avvocato Spanna, un confinato politico e lo compatisce.

"Poveròm' ndu t'han' sibbiat'
inda na rimora re pizz' re munn'
ndu se magna skitt, caul' arramat',
a la vita je spezzat' attunn' attunn'"


il Negus dopo la sconfitta a cui dice:

...." Mo!... va te mbossa viv' re la vreògna,
hai lassat' gli figli a te ne si fusciut',
attan' ngrat'! .... mittet' vreogna! ....."


Nella maggior parte dei suoi versi traspare Avigliano anche se non esplicitamente. E di Avigliano che ha nostalgia Donata Maria di Cascia in America:

"Haj ragion' Runatamaria mia,
ca la terra toja, nun te la puoi scurda,
pe quant' l'hai fatta na longa via
lu penzier' tui je ancora qua! ...."


e ad Avigliano:
"Finalment' lu Rifurmatorij eglia crisciut ." ad Avigliano si prepara la festa di San Vito che:

..."se sent' pe nduvunga mitt' per',
pe for', pe pais', e a tutt' bbann'"


..... e rende spensierata la gente che:

..... "Se scorden' tutt' ru brutt' a ru buon',
nusciuna chiu re lor' je prisciat',
int' a quidd' chianariedd' re Scammezzon'
re bball' se fan n'abbinghiat'!" .........


Insieme ad Avigliano il luogo più volte citato è il monte Carmine che è quasi il toccasana per vivere bene. Nel " Sonetto alla paesana" dice:

"Se te vuoi fa passa na ze, ssa picuntria,
vattenn' na sciurnata ngapa a "Lu Mont'".
Dda... puoi sfuria na z, ssa frillusia,
e ssu cor' acchiacculat' se ne ven' a mont'!"


però prima di ogni cosa .."Viseta la Maronna, " azzett' sia" ...." Più volte si organizzano gite per questa meta, si resta male quando fallisce perché:

...... "lu tiemp' era liscitim', avia fa nient',
ma na bbist a nui a si e ammurrat'.
Tutta la priscezza eglia sciuta a lu vient, ......
..... E a mezza via sim' vutat' ndret' "


ma sono felici quando riesce bene e trascorrono: ...." na sciurnata r'or' ca nu mancaia nient..." e si ripromettono che anche l'anno successivo: ...." Ngapa a lu mont' hama sci tutt' quant':"
Una sequenza di immagini in movimento e di quadretti è la poesia: " La neve"

"Lu tiemp' je murrat' buonariedd'
se ver' nzigrinut' a tutt' pizz'
Pascin' pe nderr'... gli passereciedd'
e se sent' ca la neve je mbizz' mbizz'!"


infatti:

"Anguna fagliucca scenn nguann' nguann' ......
....Mbatt', accummenza arrutula lu pulvin'
po' scenn' scenn' ndurceglia brutt'
nevica a chiaccul' bell' nghin' nghin'
a inda picca tiemp' je mugliat' tutt' !
Gli masci paren' tanta ninn vestut' ......


Mala neve non è ben accettata da tutti: ..." ne chi se ne presci ....." perché ha da mangiare, da bere e da vestirsi, ma ci sono anche i poveri che soffrono e dei quali deve tenere conto, perciò l'autrice conclude:

..."Annauzula lu skuam' re la pezzenteria
a scinn roci roci, cum' benerizion' re Dij."


Sono argomento della poesia di Giovannina tutte le situazioni del momento: il riformatorio finalmente completato, il Negus sconfitto e l'Africa a cui mirava il governo italiano che presenta come:

.... na femmena scurdat' ........
cu ssa cera neura ammaccat'
e ssu cor' tuost' cum' nu puskon' ........


che ci ha fatto soffrire:

..... " quann' ne racist' quidd' matascion' .

ma ora è arrivato il momento della vittoria:

..."T'hama tra gli zidd' a un'anu, ........
.... a rossa t'hama fa sa faccia vruna."


Ricorrenti sono nei suoi versi: il desiderio di stare insieme, la fratellanza, l'armonia, il ricordo, la nostalgia dei propri luoghi e la fede. La fede la sostiene sempre dandole la forza di superare tutte le difficoltà della vita, di seguire la sua strada vocazionale, di viverla intensamente prodigandosi per gli altri e per le sue suore, giacché avrà degli incarichi di responsabilità e, con fede, a Gesù Bambino chiederà per sé e per loro: ".. facci generose, brucianti come ceri": Proprio "A Gesù Bambino", che chiude questa silloge, si differenzia dalle precedenti perché scritta in lingua e da una donna diversa, una donna consacrata al Signore. Nel 1964 Sr Anna Maria era ammalata e sentiva che la vita si allontanava da lei, allora chiede a Gesù Bambino: "... dammi la mano e non lasciarmi sola" ed ancora...

" donami di vivere intensamente
il "perfetto abbandono al tuo volere"


e giacché non era ancora pronta:

"Concedimi qualche anno ancora, fallo per me
finché la veste sia lucente
per poi l'incontro mio con Te!"


ed il Signore che, come assicura il Vangelo, promette di esaudire le richieste di chi ha almeno tanta fede quanto un granellino di senape, l'ha esaudita e le ha concesso ancora tre anni di vita. Ella, infatti, si spegnerà a Matera il 9 aprile del 1967, il giorno del suo sessantesimo compleanno, in chiesa proprio mentre si celebrava la Messa. Dobbiamo essere grati alla Pro Loco che, decidendo di pubblicare queste rime ci consente di conoscere e di apprezzare Giovannina Viggiano, persona ricca di fantasia, sensibilità, amante del bello e della musicalità, abile nell'uso del verso endecasillabo presente nei sei sonetti e nelle altre composizioni, ma anche di rispolverare una ricchezza lessicale fatta di parole in puro dialetto aviglianese, quanto mai efficaci, ma purtroppo oggi non usate o addirittura ignorate dai giovani. Giovannina Viggiano è una vera poetessa che sarà presto conosciuta ed apprezzata da quanti la leggeranno. E non poteva essere diversamente, giacché la poesia ce l'ha nel sangue, essendo la sorella del compianto, affermato poeta dialettale aviglianese Giuseppe Viggiano, meglio noto come "Pepp' re Popp' ", stimato e ben quotato anche fuori regione.

Potenza, 7 ottobre 1998

Crescenzia LUCIA.

 

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