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Lucio Rofrano

          
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Opere 1

 

 
 

 
 

 
IL FIUME MUORE DOVE NASCE LA VITATutti i colori del lagoAi confini del tempo
 
 

 
 

 
 

 
Il tempio di EsculapioVento d'estateNuvole sul prato
 
 

 
 

 
 

 
AutunnoGiallo d'estateIl Pantano

 

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Visita guidata

 

 

La visione che ci offre Lucio Rofrano è incentrata sul rapporto percettivo che i colori puri e giustapposti intrattengono con gli elementi della natura.
In conseguenza la costruzione luministica non disperde i particolari nello spazio, ma potenzia la forma e la rende nella su integrale solennità.
Infatti, i problemi connessi alla resa estemporanea e aneddotica della natura - vivacizzata nel tocco e resa instabile a contatto dei valori contrastanti del chiaroscuro - non riguardano la poetica di Rofrano, dal momento che la trasparenza dei corpi, intravisti en plein air, vengono dall ‘artista solidificati con il rilievo plastico dei particolari, che vivono nella continuità, non nel conflitto, con lo spazio.
E’ stato d’altronde confermato in sede storica che la macchia, considerata in opposizione alla forma e in connessione con il pulviscolo atmosferico, ha sovente perduto il vigore strutturale ed ha abbagliato e corroso i contorni della struttura stessa, con quei risultati contraddetti da Boccioni per il deperimento della scultura di Medardo Rosso e per avere i divisionisti nordici soffocata e non liberata la luce, come era nelle intenzioni.
In effetti il contatto con il pulviscolo atmosferico non abbaglia la composizione di Rofrano, proprio perché le emozioni, rivelate dalla luce, sono state controllate, diremo verificate sui particolari della natura e ad essi correlate, senza che avvenisse la trasposizione interno-esterno. Mentre i particolari esterni vengono evidenziati da quei valori plastici che non richiedono una rapidità di esecuzione di marca impressionista, bensì una continua e paziente giustapposizione di linee e di colori, che evidenziano in definitiva una rappresentazione severa e solenne, più che episodica e semovente.
D’altra parte chi guarda ai presupposti di ordine tecnico di un coevo riferimento stilistico, potrebbe sorprendersi di questa estatica e solenne immobilità di visione, contrastante con la tensione dei timbri e dei flussi luministici dell’atmosfera.
Sennonchè i vari elementi - macchia e forma, luce e ombra, tono e struttura - sono preposti a rendere una plastica e rigorosa rappresentazione della natura, evidenziando negli stacchi dei piani quella intenzione unitaria che il Longhi aveva collegato alla forma-luce.
Appare indubbio che il procedimento tecnico della giustapposizione si serve di un riferimento di ordine stilistico precedente alla formulazione longhiana e ai rilievi boccioniani; ma l’artista raggiunge in effetti un risultato di estrema sintesi, per cui mentre rifiuta la resa di una pittura dominata dall ‘affanno scientifico, nega valore all ‘improvvisazione, nata sul terreno dell’analisi e dell ‘aneddotica...

Luigi Tallarico




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