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FramMenti – 08 - La risposta che stavo e sto cercando

raggi del sole sull'acqua del lago creano uno spettacolo magico e inguardabile.
Simile all'oro, o a un tramonto infuocato di giallo, acceca gli occhi e li costringe alla resa.
Li chiudo e m'arrendo.
Poi, con lo guardo, il ricordo e i pensieri rivedo tutto e l'assaporo meglio e completamente.
Accade adesso. A me. Ne sono consapevole.
Il tempo sfuma, cambia e trasfigura tutto, rendendomi schiavo e indifeso, come sempre.
A tratti lo annulla per poi ridarmelo nuovamente.
Ciò nonostante, riesco a vedere ancora qualcosa che ho modificato e trasformato ma che non mi ha mai cambiato del tutto e completamente.
Adesso va meglio. Si. Va meglio.

Una fattoria in campagna con i silos che noto, sopra tutto.
Le palizzate e le case, di legno.
L'erba e gli animali. Le macchine. L'orto, la vigna.
Un lampo in cielo, un tuono, la pioggia improvvisa. Fitta e grande.
Una corsa sino alla casa, in fondo. Ritrovarsi stanco, ansimante e bagnato e sentire freddo e paura perché sta grandinando tanto. Chicchi come acini d'uva, che si ammassano, raccolgono e uniscono, intorno.

Un lavoro d'indovino.
Non ci sono uccelli nell'aria, che strano.
L'uomo davanti a tutti gli altri ha un bastone e zoppica.
Lo guardo in preda a due sentimenti contrastanti: ilarità e pietà. Inizio col primo poi passo al secondo che stabilizza l’umore e l’emozione.

E' successo qualcosa per farmi uscire dal guscio.
Probabilmente è atterrato un alieno, a bordo di un Ufo da qualche parte, su questa terra.
Non si spiega diversamente.
In ogni caso, anche se non fosse vero, c'è qualcosa di diverso e differente oggi.

Mi spiace pagare per tutti, non per me.
Preferirei guardare e vedere il mondo, e la vita, per come sono state e sono e non per come me le sono sempre immaginate. O per come avrei voluto e mi piacerebbe fossero.

Non sono ancora riuscito a vedere niente, ma sicuramente c'è qualcosa di strano intorno.
S'è intristito molto questo spesso cielo adesso, e ho voglia di piangere tanto, ma proprio non ci riesco.

Non sono mai stato su un aereo, forse solo per paura di volare. Non saprei, non ne sono sicuro.
Ho sempre fatto tutte le cose in fretta, senza pensarci troppo.
E' stato come mettere l'etere nel carburante d'una automobile. Il motore si logora prima ma va più velocemente.

Un sole rosso fuoco tra i rami e le foglie d'un albero in un bosco tranquillo. Nel crepuscolo d'un giorno che vuole sparire per poi riprendersi, dopo la notte, con più voglie e desideri di prima.
E' passato. E' passato per fortuna. E' passato, finalmente!

Un bacio è la cosa più intima che due persone possono scambiarsi. Molto più di un rapporto sessuale. Specie se occasionale.

Sono ancora io?
Sono mai stato io?
Io, cosa sono?
Cosa sarò, io?

C'è un certo entusiasmo in giro; sembra che tutti l'avvertano. E si comportino di conseguenza.
Io no. Io sono diverso. Forse. Lo spero.

Non sarò mai più solo. Non resterò mai più solo.
Lo giuro.
Lo giuro e lo spero. E' la fine della solitudine, questa.

Ritorno in me.
Ci ho provato e, forse, ci sono riuscito, finalmente!
Lo sono per davvero? Ci credo?
E' la risposta che stavo e sto cercando.
Da sempre. Per sempre.



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