Artisti in Lucania

Potenza

 

Home - Guerrieri Gaetano


Guerrieri Gaetano


     
Visita guidata

 

La mia cornamusa – 01 - La mia cornamusa ha due baffi e lunghe basette

Seduto sui ricordi di un pomeriggio, in un giorno da cani, provo a scacciare i pensieri che mi riportano indietro nel tempo e mi perdo dietro due lunghe trecce e una corta gonna a colori vivaci.
Lei mi sorride e parla dei suoi problemi e io, pieno dei miei e in silenzio, provo ad allungare con lo sguardo una mano riuscendo a sfiorarla con la mente.

Immagini sfumate che ora tornano nitide e che, subito dopo, lasciano posto ad altre perse dietro il verde delle foglie d’alberi maestosi di un bosco ancora inesplorato.

Il mio tormentato e inaccessibile passato, prossimo futuro di un congiuntivo oscuro e inarrivabile, e pensieri più modesti ma attuali, che pure mi sfiorano nel grande caos di questo momento.
E’ impenetrabile la mente, traccia sentieri che s’intersecano al primo bivio, o che corrono in parallelo lo stesso spazio, senza mai confrontarsi.
Pensieri grandi come la coscienza, l’essere e il sentire o miseri, umani e banali come il pranzo, una scopata, una partita di calcio, una poesia o un racconto in rete.

Scrivere tanto per scrivere.
Scrivere per stupire e stupirmi, o per immaginarmi scrittore o, peggio, poeta.
Scrivere per sognare e trovare un appiglio, non lasciar scappare le emozioni e i pensieri che mi tengono in vita, per dare senso e ragione ai fatti e alle circostanze del giorno.
Scrivere di sé per fermare sensazioni, immaginando di poterle condividere e riscriverle nelle sensazioni e nelle emozioni degli altri. E’ questo il senso e la ragione o soltanto un’altra illusione. Montagne di testi che si sprecano nell’indifferenza, o si perdono dietro banali commenti superficiali.
Non è più il tempo di speranze, o di successi a basso costo. È il giusto prezzo per una popolarità irreale che non può dare senso a una vita sprecata dietro un p.c. alla ricerca di un’identità virtuale spesso mascherata da un nick-name banale.
E ritornano in mente le stupide e inconfessabili motivazioni che rendono possibile questa vana tentazione di verità e che s’infrangono e muoiono contro il muro di gomma eretto a difesa dell’irrazionale, oltre ogni ragione.

Come un cartone animato trovo identità e coscienza di una favola antica e riproposta, rivisitata e riscritta con gli occhi e la coscienza, di un soldato che ha perso tutte le guerre ma non la speranza.
Resta di stucco, sono un barbatrucco.
Dolce e piccolo Remì, alla berlina come il più stupido e ingenuo eroe che muore immaginando di aver compiuto la propria ragione d’esistere.
Diabolik è stato infine arrestato da Ginko. Eva Kant si è rifatta una vita e Robocop ha fatto i conti con la propria coscienza ed è andato in pensione.
A tutto dovrebbe esserci un limite ma l’intelligenza non sopravvive alla presunzione e, di questi tempi, è stupido e oltremodo inutile credere che Biancaneve possa salvarsi, rifugiandosi nella casa dei nani.

Il sole sta calando dietro l’ultima montagna e la sera, tra non molto, porterà il buio con i suoi fantasmi, le paure e le speranze di sempre.
E’ questo il momento migliore per una giornata che è filata via come tutte le altre e che non ha realizzato nemmeno una nota del programma.
Resta solo qualche rigo e il rimpianto per quello che poteva essere e non è stato.
Il dolore e la fatica di vivere si mescola ai sogni di sempre e all’immutabile realtà della vita.
A niente serve questo sfogo, se non a testimoniare una maniera di sentire e vedere. Un sistema, forse sbagliato e antipatico, per non lasciarsi andare e continuare a cercare.







La mia cornamusa


<< Indietro

INDICE

Avanti >>


 

.



 

 

 



[ Home ]

[ Scrivimi ]