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CARMEN DI GIULIO


     
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18 - PIOGGERELLA

Un senso
di benessere
m’infonde
questa pioggia
d’Autunno,
che, scherzosa,
sulle mie guance,
sul capo
e sulle mani
tamburella.

Mi piace
andare
in giro
senza meta,
fra l’intensa, gaia,
policroma fioritura
d’ombrelli,
sotto un cielo
dolcemente
imbronciato.

Lucidi riflessi
sono un po’
dappertutto,
anche nel fango.
Con essi
l’occhio
scherza
e a volte
il piede
in puerile gesto.
Silenziosa
scivola
sulla strada,
gocciolante,
una bicicletta
e la via
segna
con un nastro
opaco.

Ma la pioggia
cade,
muta,
minuta
ed ogni orma
cancella;
ché sempre
il presente,
il passato
flagella.



18 - PIOGGERELLA
Sembra quasi un completamento del pensiero di Carmen della poesia “Nevica”. I due fenomeni “meteo” vengono entrambi descritti con toni poetici coinvolgenti e quasi pittorici. Le conclusioni sono opposte. Mentre la neve copre e nasconde i residui e le scorie della vita, per poi ripresentarli più consistenti di prima, la Pioggerella, con suo fare discreto ed insistente, man mano tutto pulisce e dilava, anche l’impronta della bicicletta che segna visibilmente la strada. Ma quel segno non può durare. Presto l’acqua prende il sopravvento e ritorna lo scintillio e la luminescenza del tutto, che Carme non può fare a meno di notare ed annotare, rimanendone affascinata. Quasi inquietante è l’accostamento tra questi segni, ed i segni ben più dolorosi e cruenti del flagello che, in quel particolare momento, forse, in senso figurato, affliggeva il suo spirito.


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