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CARMEN DI GIULIO


     
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20 - SCHERZO

Mai piĂą sfarzoso monile mi cinse
di quello che meco a lungo portai;
ogni corallo era nato da un sogno,
erano tanti ed io tutti legai

ad un filo dorato di speranza,
che al buio e al sole sempre luccicava.
Lo portavo quel vezzo sopra il cuore
e l’uno accanto all’altro chiacchierava,

l’uno prestava all’altro il suo calore.
Splendeva la collana levigata
dagli anni in corsa e da inconcussa fede,
dall’ardore in vermiglio colorata.

Ma il tempo, il tempo, gran perturbatore,
con quel leggiadro vezzo un dì scherzò,
si spezzò il filo, caddero a terra i grani,
e un dopo l’altro al suolo tintinnò.

Tutti sparsi li vidi a me dintorno,
come piccoli cuori sanguinanti
ed il mio cuore invano sospirava
in quei coralli, quei miei sogni infranti.

Cinico il tempo allorché sogghignò,
fuggendo in fretta coi suoi passi rei,
un grido si fermò nella pupilla:
rotto era il filo dei bei sogni miei!



20 - SCHERZO
Tutti i sogni di Carmen sembrano legati ad un dorato filo di speranza che, ad un certo punto, si ruppe, inaspettatamente e dolorosamente. L’accostamento è anche qui fortemente visivo e trasmette l’emozione negativa che ogni donna prova nel vedere il proprio gioiello preferito sparso per terra nei suoi grani preziosi. Il filo della speranza, spezzato del tempo tiranno e traditore, è sinonimo di un legame che, illusoriamente, si credeva eterno. Lei sdrammatizza, richiamando l’idea di uno “scherzo”, di cattivo gusto, diremmo noi. Forse è rassegnata. Questo tratto, della rassegnazione, è presente in tutta la sua opera che, come detto altrove, si concentra negli anni 57 e 58, in cui si separò, fisicamente ma non psicologicamente, dal Padre amatissimo. Ciò che è stato, poi, la sua vita dimostra che la sua era una rassegnazione attiva, che non ha permesso fosse soppressa dal dolore. Lei ha continuato la sua esistenza e ha realizzato tanti di quei sogni che la sua opera sembra manifestare come definitivamente negati. Peccato che ci manchi la sua espressione poetica a descrivere questo deciso, energico, potente “cambio di passo”, che caratterizzò tutta la sua vita in tutti i tanti anni che seguirono.


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