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Guerrieri Gaetano


          
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Frammenti - 01 - Una foglia di un ramo al vento

È da un’ora che la fisso, se ne è accorta. Le ho sorriso e mi ha risposto.
Mi piacerebbe sapere cosa ci fa una come lei in una festa come questa. Sembrano mummie imbalsamate tutti gli altri e, io e lei, gli unici esseri viventi.
Mi sono infilato in questa festa seguendola, è qualche giorno che non faccio altro. Fare il “portoghese” mi riesce sempre e, stasera, è stato più facile delle altre volte; qui c’è un sacco di gente che nemmeno si conosce.
Adesso è lei che mi guarda come se volesse dirmi qualcosa, le sorrido e mi risponde, poi s’alza e s’avvia verso le grandi vetrate in fondo alla grandissima sala e io la seguo con gli occhi.
Mi alzo per non perderla tra la gente mentre attraversa tutta la sala e la vedo fermarsi proprio davanti alla grande porta che probabilmente porta su una terrazza.
Si volta, mi vede, esce.

Non mi sbagliavo è proprio una terrazza, grandissima.
Cammina lentamente senza voltarsi e raggiunge il muretto più lontano dove si ferma.
Si gira di fianco senza guardarmi e, se l’ha fatto, è stata tanto brava da non farsene accorgere. S’avvia lungo il bordo della terrazza.
Lascia che segua i tuoi passi e ti guardi.
La guardo avanzare con passi lunghi e lenti, guardo i suoi capelli, il suo corpo, le sue lunghe gambe e mi chiedo come una ragazza così bella possa ritrovarsi da sola in una festa come questa.
Raggiunge l’altro lato, quello più corto e al buio e si ferma all’angolo dei due muretti.
L’osservo da dietro guardandole le spalle e i lunghi capelli.
Trema come l’ultima foglia di un ramo di un albero solleticato da un debole vento poi s’irrigidisce, solo per un attimo.
M’avvicino lentamente sapendo che sa che lo sto facendo e mi fermo proprio dietro di lei.
- Vuoi una sigaretta – chiedo prendendo il pacchetto delle merit dalla giacca.
- Si, grazie. – Mi risponde senza voltarsi – ne prenderò una e la fumerò qui, con te, all’aria aperta –
Si gira e mi guarda negli occhi.
- Quella folla ti annoia? – mi chiede prendendo la sigaretta.
- Non sono qui per la festa ma per te. Ti osservo da giorni.
- Me ne sono accorta… Perché?
- Sei tutto ciò che un uomo può desiderare…E non solo per il tuo viso…Il tuo corpo o la tua voce…
Prendo l’accendino, l’accendo e l’avvicino alla sua sigaretta, l’accende, aspira una boccata di nicotina e sputa il fumo nell’aria.
- Per che cosa allora?
- Per i tuoi occhi, per tutto quello che nei tuoi occhi vedo…
- E cosa vedi nei miei occhi?
- Vedo dolcezza e una calma innaturale. Sei stanca di scappare e sei pronta ad affrontare quello che devi ma non vuoi e non puoi affrontarlo da sola…
- No, non voglio affrontarlo da sola…
- Puoi affrontarlo con me…
Si volta, mi guarda, m’avvicino e la bacio.
Si alza un vento lieve e inizia a piovere.
È soffice e bollente, quasi del tutto priva di peso, il suo profumo è una dolcissima garanzia che mi riempie di calde lacrime il cuore.
Le dico che andrà tutto bene, che la salverò da ciò che le fa paura e che la porterò lontano da tutto e da tutti.
La bacio un’altra volta e le dico che l’amo.

Il silenziatore trasforma lo sparo in un respiro e lei mi cade senza vita e a peso morto tra le braccia.
Mi guarda e la guardo negli occhi, sta per morire.
La tengo stretta sino all’ultimo e penso che non saprò mai più da cosa o da chi scappasse.
Le chiudo gli occhi e la bacio sulla bocca per l’ultima volta.

Domattina incasserò il suo assegno.
M’hanno dato quindicimila euro per ucciderla e me ne daranno altri venticinquemila a lavoro concluso.


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