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CARMEN DI GIULIO


     
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44 - QUEL GIORNO

Ferve Luglio operoso, nell’azzurro
l’aria drogata filtra una magia,
che luminarie accende in ogni cuore
di poesia.

Ora s’inizia il nostro lungo gioco,
le palme aperte a imprigionar la vita,
l’occhio irrequieto, l’anima fulgente
d’ardente foco.

Strade di sogni alla mia mente schiude
oggi quel giorno che perfora il tempo
e con quest’altro dì regola il passo,
che avanza a sghembo.

Le ombre fende, il disinganno addolce,
canta sua musa all’infuriar del vento,
la brama appaga che mi sferza dentro,
l’affanno molce.

Riscatta al tempo quello che gli ha tolto
e nel solco degli anni ha abbandonato,
idolo consacrato alla memoria
del mio passato.



44 - QUEL GIORNO
Probabilmente Carmen dedica questo brano al giorno in cui, ancora fanciulla, promise se stessa all'uomo della sua vita, prima ancora che questo desiderio fosse coronato, molti anni più tardi, dalla celebrazione del matrimonio. Non abbiamo elementi per stabilirlo con certezza, ma pare proprio che il "lungo gioco" (il loro rapporto), che doveva durare una vita, cominciò in un luglio luminoso e magico, in cui l'anima si scaldava ad un fuoco ancor più ardente del sole. E' stato certamente un momento di fondamentale importanza per Carmen, capace di "perforare il tempo", regolando il passo anche in quel momento presente in cui ella scrive e ricorda. Non manca il disinganno, la delusione, dolorosa ma, tuttavia addolcita da quel ricordo intensamente vissuto ed interiorizzato.


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