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CARMEN DI GIULIO


     
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52 - VEGLIA

Vo sillabando triste
la mia storia,
ma non l’ascolta il mondo
che con te
dorme con te.
Solo una fonte mormora:
“non credere,
canta con me.”

E passano le stelle in carovana
tra cascate d’argento,
le guida un cuore ardente da gitana
pel firmamento.
Ad un fiocco di luna s’é impigliata
la felicitĂ ,
va il cuore con le stelle a liberarla,
perché torni ancor,
mi riporti l’amor.

La veglia è lunga e sopra
quel ricordo
ricamo una speranza,
mentre tu,
che sogni tu?
Trascorre per le vene
il brivido
di gioventù….



52 - VEGLIA
E' un canto alla giovinezza trascorsa, che non torna, e lascia l'amarezza di un presente frutto di una storia che il mondo non vuole ascoltare. In una notte insonne Carmen riflette e pensa; e il suo pensiero diventa poesia. Non è difficile immaginarla mentre lascia velocemente il suo letto per fissare sulla carta, con una penna, queste sue sensazioni in versi. Muto spettatore è il suo compagno, che dorme ignaro, mentre lei si chiede di quali sogni sia popolata la sua mente. Simbolo, anch'egli, della sua giovinezza trascorsa; diventa il segno di questa indisponibilità all'ascolto, che le procurava dolore, mentre la gioia, almeno quel genere di gioia che lei si aspettava di poter godere, rimane impigliata ad un "fiocco di luna".


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