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Apologia della vita - 01 - Io & il mio pc

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Questo racconto è stato scritto col computer.
E’ un Pentium IV a 1800 Mhz e 300 Mb di Ram dotato di masterizzatore, lettore DVD, schermo ultrapiatto a cristalli liquidi da quindici pollici e di tutto l’occorrente per funzionare, collegarsi ad internet e navigare. Valore commerciale 1.500,00 €. pari a circa tre milioni delle vecchie lire.
Per comprarlo ho dovuto contrarre un piccolo prestito.
Facendolo ho compreso come nella vita si possa ottenere qualsiasi cosa ma anche che non basta desiderarla.
Per l’acquisto del pc è stato necessario firmare dodici cambiali che mi consentiranno di pagare l’importo in piccole rate mensili ma appesantite dall’interesse.
Nessuno ti regala niente a questo mondo e i venditori di computer non fanno certo eccezione.
Il mio, gentilissimo e, apparentemente, più disponibile di altri, si è accontentato di un piccolo anticipo e di qualche fotocopia.
Carta d’identità e busta paga. Inoltre mi ha regalato una scatola da dieci floppy disk già formattati e tre cd nuovi da 700 mb di cui uno riscrivibile.
In compenso si è completamente disinteressato del trasporto e del montaggio. Prestazioni che avrei dovuto pagare a parte.
Scrivo con Word "Professional" dotato di correzione automatica. Pacchetto software compreso nel prezzo ma senza licenza d’uso. Mi perdonerete, di conseguenza, se in questo racconto troverete grossolani errori o delle parole fuori d’ogni logica e periodo che niente, o pochissimo, hanno a che fare con tutto il resto.
Oltre alla nota incapacità di scrivere correttamente, dovuta alla mia sterminata ignoranza grammaticale, e agli inevitabili errori di battitura, dovuti alla mia proverbiale distrazione, il Word "Professional", che ragiona e scrive proprio come me, apporta al testo, indipendentemente dalla mia volontà, modifiche alla cazzo di cane cercando di correggere quelli che interpreta come sbagli. Facendolo a volte mi è d’aiuto e altre no. Spesso, difatti, è proprio lui che crea strafalcioni. Ha in dotazione un vocabolario limitato e il suo giudizio è, in genere, quanto meno superficiale. Il risultato più evidente e meno piacevole, almeno per me, è che sono costretto a rileggere innumerevoli volte i testi che scrivo sino ad arrendermi quando finalmente m’accorgo che anche alle modifiche delle correzioni apporta ulteriori rettifiche. Il Word è uno spirito libero, proprio come me, con l’aggravante d’essere un “professional”. Questa condizione lo rende talmente testardo e presuntuoso che é del tutto inutile provare a fargli cambiare opinione ed atteggiamento.
E’ anche e, soprattutto, per questo motivo che tra me e il mio pc è subito nato un grande amore destinato a durare e a consolidarsi nel tempo. Si è trattato del famigerato colpo di fulmine che, in passato, a me non era mai successo. Al cuor non si comanda, dicono. L’amore è un sentimento talmente vasto e assoluto che non bada al sesso, alla religione, alle convinzioni politiche, alle etnie e ancora meno alla sostanza. C’è gente, difatti, che ama il denaro, il potere, l’auto o altre cose che non hanno vita e sono meno utili di un pc e io, che probabilmente non ho amato mai nessun altro oltre me stesso, mi sono follemente innamorato di uno schermo, un mouse e una tastiera. Per fortuna sono ricambiato. E di questo sono grato alla vita.
D’altronde per una persona complicata e sfigata come me trovare qualcuno, o qualcosa, disponibile è già di per se straordinario. Specie di questi tempi. La nostra, a differenza di altre, è una storia felice anche se non abbiamo ancora fatto sesso.
Eventualità, quest’ultima, sufficientemente imbarazzante giacché, per farlo, dovremmo ricorrere al virtuale. Il solo pensarlo mi crea imbarazzo e mi riporta alla mente spiacevoli momenti. In gioventù, e per qualche tempo, infatti, come tutti i miei coetanei, fui dedito a questa stressante e solitaria attività dell’immaginazione che come il fumo provoca assuefazione e anche qualche brufolo. Imparai a mie spese così che il brufolo è come il cane che dorme e che per combatterlo non bastano costose creme o saponi allo zolfo. Per fortuna con l’avanzare dell’età e con l’indispensabile aiuto di qualche ingenua e disponibile fanciulla riuscii poi a conoscere e ad apprezzare esercizi fisici più concreti e, senza dubbio, più soddisfacenti. Attività fisica tutt’altro che scontata o semplice giacché consequenziale a quella più complicata e impegnativa del corteggiamento. Ma come ogni cosa gradevole anche questa piacevolissima attività che migliora lo status fisico e mentale presenta delle controindicazioni per cui è buona norma non abusarne. Il suo uso e consumo massiccio difatti, specie nei lunghi periodi, può causare cefalee, pianto e terribili complicazioni affettive che possono indurre a scelte irresponsabili quali il matrimonio e la convivenza. In sostanza se il sesso non può che far bene, l’amore, che in realtà non è che l’invenzione più subdola dell’uomo per far sesso, comporta infide trappole nelle quali, volenti o nolenti, si rischia di rimanere impigliati. Ciò nonostante l’idea di far sesso con la persona amata stimola talmente tanto la fantasia umana che in molti differenziano il sesso vero dall’amore. Le donne più degli uomini per far sesso hanno bisogno d’amare. Saranno bugiarde o raffinate però è consigliabile darle corda altrimenti si rischia di ritornare alle vecchie abitudini. Per fortuna tra me e il mio computer non ci sono queste complicazioni sentimentali e tutto sembra filare liscio. Almeno per il momento. Come tutte le storie d’amore forti e passionali, però, anche la nostra è costellata da piccole incomprensioni che scatenano stupide liti e portano a grandi silenzi. Da quando l’ho conosciuto passo tantissimo tempo con lui ma anche l’amore più grande, da solo, non può riempire la vita di un uomo. Accade così che, ogni tanto, gli preferisco la televisione, un buon libro, una passeggiata o lo stereo e lui non capisce e, soprattutto non gradisce. Quando succede diventa talmente dispettoso che riesce a farsi odiare. E’ talmente stupido e meschino che a volte penso di lasciarlo per ritornare con la mia vecchia ma affidabile macchina per scrivere. Lei che, sono certo ancora m’ama, m’aspetta, senza protestare, sul quarto ripiano dello scaffale in cantina. Lei che è stata il primo e uno tra i miei più grandi amori non mi ha mai dato i problemi di questa splendida ma inaffidabile macchina. Difatti il mio pc non solo nasconde e fa sparire testi e poesie (per farmeli ricomparire quando non mi servono più) ma, talvolta, è talmente fastidioso e ridicolo che, pur di farmi soffrire arriva persino ad infettarsi con strani, subdoli e persistenti virus. Ho dovuto così, più volte formattarlo perdendo per sempre alcuni dei miei migliori scritti. Capolavori che sarebbero rimasti nella letteratura italiana e che avrebbero arricchito l’umanità della loro straordinaria passione ma che sono andati perduti dietro i suoi stupidi capricci d’amore. Lui è così, mi vuole tutto per sé ed è gelosissimo, persino degli uomini. Sono sicuro, infatti, che odia Santoro, l’ex conduttore dell’epurato programma televisivo “Suscià” perché teme mi piaccia fisicamente. Naturalmente si sbaglia. Io Santoro lo stimo moltissimo ma fisicamente non lo trovo per niente attraente. La televisione non mi ha mai entusiasmato però la trasmissione di Santoro la seguivo volentieri. Con Socci guardo ancora meno televisione e il mio pc. è felice, proprio come il presidente del consiglio perché ora ho più tempo da dedicargli. Socci come giornalista (e anche come uomo) è inguardabile e mi fa venire da piangere. Non é solo un caso e il mio pc riesce a capirlo. Solo che travisa i fatti e confonde l’intelligenza con l’amore proprio come il presidente del consiglio confonde e mischia l’interesse personale con quello degli italiani. Per molti versi il mio pc e Berlusconi si rassomigliano. Entrambi pretendono tutte le attenzioni, cambiano a proprio piacimento le carte in tavola, vendono fischi per fiaschi, fanno quel cazzo che gli pare senza dar conto a niente e a nessuno e sono convinti d’essere talmente importanti e al di sopra d’ogni regola e legge che possono permettersi tutto. Ciò nonostante tra i due vi sono delle evidenti differenze. Il primo è utile, nonostante i palesi difetti, mentre il secondo non solo è antipatico ma anche, e soprattutto, dannoso. Il mio pc, inoltre, può essere reso innocuo semplicemente spegnendolo mentre per l’altro è più complicato.
Bisogna comprendere che interesse e politica non sono attività troppo diverse dall’amore ma che qualche volta coincidono. Nel caso di Berlusconi sono un tutt’uno.
E anche per il mio pc. Infatti ogni volta che l’accendo mi chiede se e quanto lo amo. Per non scatenare rappresaglie e non creargli dispiaceri a volte faccio finta di non averlo sentito ma quando non posso proprio farne a meno gli rispondo che lo amo tantissimo. In fondo lui non nasconde biechi interessi ma é soltanto presuntuoso e stupido e proprio come ogni essere insicuro cerca di sopperire le incertezze con la gelosia.
A differenza delle donne a lui riesco a perdonare questo difetto. E poi il mio pc è anche più stupido che qualsiasi donna perché é geloso persino dei libri pur sapendo che sono la mia più grande passione e che io amo e utilizzo lui esclusivamente cercando di scriverne. Lui, che mi aiuta a scrivere i miei e che me li raccoglie e conserva non li sopporta, gli sono antipatici. Li trova noiosi e presuntuosi. Secondo me conosce solo i miei che, effettivamente, sono scontati, banali e scorretti. Di libri veri, con storie che fanno sognare e fantasticare, di quelli che sono scritti benissimo e che sono o resteranno nella storia della letteratura italiana non ne ha letto, temo, nemmeno uno. E questo credo sia il motivo principale della sua posizione nei confronti di questi straordinari prodotti della mente.
Che volete il mio computer è tale e quale a mia moglie e a molte delle altre donne che ho avuto la fortuna e la sfortuna di conoscere. Tutte mi avrebbero voluto tutto e solo per loro incapaci di comprendere la mia profonda e radicata antipatia alla proprietà e a qualsiasi altra forma di dipendenza. Io nella vita ho sempre scelto, o mi sono illuso, delle cose piuttosto che altre. La libertà di avere idee, più di quella fisica, è sempre stata immune da qualsiasi tentazione terrena. Provengo da una stirpe esercitata all’orgoglio e alla libertà totale e il nome che porto ne conserva la testimonianza. La libertà per gente della mia razza non è mai stata solo quella di spostarsi liberamente o di restare immobili su un trespolo a ordinare ma quella di correre sempre contro il vento che trascina e ingabbia. Regole che sono riuscito a conservare e, spero, a trasmettere nonostante i molteplici errori, le mode e i cambiamenti di questo mondo.
Ciò nonostante posso capire mia moglie e il mio pc.
Chiunque, al loro posto, sarebbe portato ad agire nella stessa maniera. Un tipo come me non s’incontra tutti i giorni ed è naturale che vogliano avermi in esclusiva. Per le cose che valgono veramente, inoltre, è giusto lottare e combattere anche se, nel mio caso, è una guerra persa in partenza. Per avermi è sbagliato e controproducente provare a mozzarmi le ali.
Nonostante questi piccoli grandi difetti trovo che il mio pc sia davvero straordinario. Ha un masterizzatore velocissimo e copia i cd in tempo record riuscendo a contenere, oltre ai miei scritti e tutti i database delle mie innumerevoli cose, anche tutti i giochini e gli mp3 dei miei figli. Gli amici me lo invidiano, soprattutto il mouse e la tastiera senza fili.
Per la cronaca il vecchio Pentium II a 350 Mhz e 130 MB di Ram non solo non ho nemmeno provato a venderlo ma giace, in una scatola nella cantina, assieme ad altre cose usate e che dovrei buttare ma delle quali mi spiace, come tutte le altre con le quali ho diviso sensazioni ed emozioni, disfarmi completamente.




“…I testi di Gaetano Guerrieri sono autentici gioielli che rimarranno nella storia della letteratura italiana… “ (Gaetano Guerrieri)


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