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Guerrieri Gaetano


     
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Mancato affetto

Anche oggi ho poco o niente da fare e sono nell'affollata e centrale stradina di questa provinciale, assurda e caotica città. Come spesso è accaduto in quest’ultimo disastroso periodo, sono solo e assorto in vaghi e confusi pensieri che, a tratti, m'assalgono per poi rifugiarsi in luoghi comuni e banali.
La verità è che sono qui perché aspetto lei che, per qualche ora, darà emozioni e una ragione a questa deludente giornata che altrimenti rimarrebbe priva di ogni senso e significato.

E' un periodo disgraziato questo.
Ho lasciato da poco la mia ex ragazza e sono diventato l’amante di questa signora che ha un marito, due figli, qualche anno più di me, sufficiente esperienza, molta voglia di fare sesso e, soprattutto, poco tempo per sprecarlo con il romanticismo e le sdolcinerie.
Ci vediamo quasi tutti i giorni, anche solo per qualche minuto, e per qualche ora almeno due volte la settimana. Tutto il tempo è saggiamente utilizzato per fare sesso senza porci troppe domande e, cosa straordinaria e veramente apprezzabile, senza il bisogno di ricattarci con bugie e promesse che sappiamo entrambi non poter mantenere.

Nonostante ciò non mi sento proprio felice o appagato; anzi, per dire il vero, mi sento piuttosto angosciato. Sarà colpa delle troppe sigarette che sto fumando ultimamente, dei rapporti un po’ tesi con la mia famiglia o del lavoro che, da qualche tempo, non va molto bene ma sono costantemente in ansia.
Da qualche tempo soffro anche di una tenace insonnia e trascorro buona parte della notte leggendo libri o ascoltando musica.
A volte mi siedo al buio, nella poltrona in salotto, e osservo le pareti e i mobili della casa cercando di mettere ordine nei pensieri che vagano nei ricordi piĂą o meno recenti senza lasciarsi afferrare. Pensieri che anche oggi rimangono confusi e alieni e mi regalano questa specie di malinconica tristezza.

Sono fermo ai bordi della strada ad aspettare il segnale per raggiungerla a casa dei suoi genitori non appena sarà sola. E questa è l’unico e il più rassicurante pensiero che mi riporta alla realtà senza incatenarmi ai doveri ed agli impegni della vita.
Nell’attesa guardo la gente frettolosa che percorre, senza fermarsi, questa brutta e stretta strada piena di negozi ed ipocrisia. Anche oggi in giro c'è la solita gente che non conosco ma che ho visto altre migliaia di volte probabilmente perché come me trascorre troppo tempo a passeggiare in quest'unica strada destinata ai pedoni.
E’ gente modesta che si accontenta di poco e ritiene che la vita possa riassumersi in una famiglia e in un lavoro da cui ricavare il necessario per mantenerla. Io la penso diversamente; la famiglia, il lavoro e qualche soldo da parte non mi sono mai bastati. Sono un’anima inquieta, continuamente alla ricerca di quel qualcosa in più.
Come tutti ho vissuto piccole gioie e grandi dolori, combattuto diverse battaglie, sofferto e gioito, vinto e perso ma che, come in un puzzle, mi è sempre mancato quell’ultimo pezzo che completa tutti gli altri.
Nonostante abbia amato e sia stato ricambiato a sufficienza mi è mancato e mi manca l’amore, quello vero, l’amore per la vita, la colla per accettare e tenere insieme tutto il resto. Così ogni esperienza è stata vissuta con trasporto ma anche con superficialità lasciandomi insoddisfazioni ed inquietudini. Il mancato affetto, la consapevolezza di non essere mai stato capace di amare qualcuno, o qualcosa, veramente e il timore di essere stato ricambiato con la stessa moneta è stato ed è probabilmente il mio malessere. L’angoscia che mi perseguita, come un’ombra sinistra, sin dalla nascita e che non mi ha lasciato mai completamente godere delle rare gioie che pure ho vissuto.

Squilla il telefono, tre squilli é il segnale convenuto. Mi avvio. Il telefono continua a squillare. E’ lei, non è il segnale, vuole parlarmi. Rispondo.
- Non puoi venire qua, Mamma si è fermata a casa, aspettami al solito posto, passo a prenderti e andiamo da qualche parte…
Cambio bruscamente direzione e raggiungo il luogo indicato. Lei è già là con la sua panda bianca. Salgo. Noto che è visibilmente nervosa. Le accarezzo la mano. Parte.
- Qualcosa non va?- Chiedo.
Non mi risponde, cambia marcia e mi tocca.
- Solito posto? – chiedo ancora
- No, purtroppo non abbiamo molto tempo; ci fermiamo da qualche parte, devo rientrare presto. Oggi non è una giornata ideale. Mamma è rimasta a casa e lui rientra prima. Ma non potevo non vederti, ho una voglia matta, ho bisogno di stare con te, anche se per poco - Risponde sorridendomi.
Raggiungiamo una stradina chiusa. Si ferma sotto un fabbricato accanto a delle siepi di recinzione che in parte ci nascondono agli occhi del mondo e ci scambiamo veloci carezze e sapienti attenzioni che ci fanno godere senza accoppiarci. Il tutto con voglia e tanta passione che dobbiamo trattenerci per non urlare di piacere.
Per qualche minuto ci guardiamo sorridendoci cercando di recuperare fiato e consapevolezza.
“ E’ questa la felicità? La sua mano nella mia e questo lento disfarsi e ricomporsi d’emozioni e brividi sulla pelle?” mi chiedo senza parlare.
E’ tardi per dare risposte. Velocemente, rimettiamo a posto capelli, vestiti ed espressione.
- Scusami, la prossima volta recuperiamo anche questa, la prossima volta… Dopodomani…- dice mentre si pulisce le mani con un fazzoletto di carta.
Me ne porge un altro per le mie.
- Ti è piaciuto?- Chiede ridendo ma non mi dà il tempo di rispondere perché ha già messo in moto e si è avviata.
- E a te? - Chiedo a mia volta.
- Certo, come sempre. La prossima volta andrĂ  ancora meglio - Risponde.
GiĂ , la prossima volta. Dopodomani, forse.

Seduto al tavolo di un bar mentre bevo un caffè provo a guardarmi intorno e a pormi ancora le solite domande. Come al solito non trovo risposte esaustive. Manca sempre un qualcosa, un pezzo per completare il puzzle. Sono cosciente della mia condizione, devo continuare a cercare.
E’ il mio destino e il mio vanto.
Intanto la luce del giorno lascia la scena al rosso crepuscolo e la cittĂ  si prepara alla notte.
Ci saranno altre occasioni e altre comparse.
La commedia andrà avanti e l’inquietudine avrà ancora un ruolo sul palco, da protagonista.
Così sorrido e ripiego su un'altra sigaretta.
Mi lascerĂ  uno strano sapore, quello di sempre.


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