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BANALITA' SULLE DONNE (TONNE) - Le donne e l’automobile 01-05 (da 0 a 10 all'ora in tre ore e tre quarti nette)

- 01 - Il codice della strada e le altre regole
La donna e l’automobile sono come gli israeliani e i palestinesi, il gatto e il cane e, per restare nell’ambito della famiglia, come la nuora e la suocera perché, per quanto ci provino, mettendoci tutta la buona volontà di questo mondo, non riusciranno mai a comprendersi e a sopportarsi.
La donna, per fortuna degli altri automobilisti e dei pedoni, ha iniziato a guidare l’auto molto tempo dopo dell’uomo e lo ha fatto, all’inizio, con moltissima paura e, poi, con sempre maggiore spavalderia tanto che oggi che ha, finalmente, imparato a guidarla da sola, è diventata talmente brava che, dopo ripetuti tentativi, riesce a entrare persino in un garage strisciando solo l’intera fiancata di destra e, dopo reiterate e difficilissime manovre, addirittura a uscirne, strisciando però tutte e due i lati.
Le donne sono delle automobiliste originali e simpaticissime perché, per loro, non esistono il codice della strada, i vigili, gli altri automobilisti, i divieti di sosta e tutto il resto. Infatti ignorano i divieti di accesso, i sensi vietati, i ciclisti, i pedoni, le zone a traffico limitato, i giorni di lavaggio delle strade e ogni altro segnale stradale.
Per la maggior parte della donne che guidano il triangolo è qualsiasi rapporto illecito tra tre automobilisti, di cui almeno uno di sesso diverso e la striscia continua una guida su cui camminare per mantenersi perfettamente nella strada ed evitare sbandamenti.
“Donna al volante pericolo costante” cita un noto, e conosciuto proverbio, e sono in tanti quelli che sostengono che le donne dovrebbero guidare solo sulle giostre a scontro, auto elettriche fissate su binari ma volete rinunciare ad ammirare la loro eleganza quando entrano in auto con una gonna strettissima o quando, guidando, benissimo tra l’altro, contemporaneamente fumano, si truccano, si guardano nello specchio, ascoltano radio Kiss Kiss e rispondono al cellulare?

-02- La manutenzione
Per le donne che guidano l’automobile è sempre stata, è, e rimarrà, un rebus incomprensibile.
Non la capisce, proprio non ci riesce.
Troppo complicata e difficile per i suoi gusti, e le sue capacità. Non rientra tra le “sue” cose e non la capisce.
Per loro, le donne, infatti, le auto dovrebbero “camminare” e basta, camminare sempre, senza mai fermarsi a prescindere da come vengono guidate, curate e gestite.
Le donne non capiscono che le gomme si possono sgonfiare o bucare, che nel radiatore c’è l’acqua e che può andare in ebollizione, che nel motore c’è l’olio e che, ogni tanto, occorre cambiarlo.
Non sanno, inoltre, che esiste il bollo, l’assicurazione e la patente.
Sono fermamente convinte, difatti, che l’acqua del radiatore si riproduca da sola, che il bollo, l’assicurazione e la patente non scadano mai e che, sopra tutto, l’olio nel motore sia un opzional di cui si può benissimo fare a meno, oppure che si rigeneri da solo, ovvero che non si consumi mai. Per le donne che guidano l’auto ha, al massimo tre marce, la quarta e la quinta sono solo delle inutili complicazioni, infatti da quando si sono messe a guidare i carrozzieri e i meccanici stanno facendo affari straordinari.

-03- IL rifornimento "fai da te"
(Vietato ai minori di quarant’anni e a quelli che hanno problemi d’erezione o, al contrario, soffrono d’erezioni multiple ma non hanno nessuna con cui sfogarsi)
Le donne, quando sono alla guida di un’auto, sono inappuntabili, come i carabinieri e la guardia di finanza, poiché “avanzano” senza curarsi di niente e di nessuno; figuriamoci di una piccola lancetta che, chissà come e perché, è prossima allo zero, o alla linea inferiore, di un insignificante, minuscolo, marginale e banale quadrante.
Le donne, quando guidano continuano ad andare avanti anche quando, chissà come e perché, accanto alla citata lancetta, già da qualche giorno abbondantemente sullo zero, s’accende chissà come e perché, una fastidiosa e piccola lucina gialla che, senza alcun motivo e ragione, prima stranamente lampeggia e poi diventa fissa.
Le donne, da quando hanno imparato a guidare l’auto, sono diventate talmente brave che sono anche le “uniche”, e delle vere e proprie “specialiste”, nell’ignorare la lancetta della spia della benzina anche quando è sul rosso da una settimana. Alle donne, infatti, ciò non interessa e continuano a guidare come se niente fosse tanto che, se anche passassero davanti a cento distributori, non si fermerebbero ugualmente in nessuno. Se poi, i distributori, sono dei self-service è ancora peggio.
Il distributore self-service, infatti, per la donna, è un alieno, non lo capisce.
La donna, diciamolo senza vergognarci, senza paura e senza nessuna intenzione di offenderla, non sa fare benzina neanche al distributore normale, figuriamoci al self-service dove bisogna fare tutto da soli. E, questa semplice constatazione, ha delle ragioni che a noi uomini possono apparire incomprensibili, seppure perdonabili. Infatti siamo proprio noi maschi quelli che, molto spesso, non solo le compriamo l’auto ma le andiamo anche a fare il pieno, o a recuperarle quando, puntualmente, restano in panne, senza benzina, in mezzo al traffico.
Chi conosce una donna che non è mai rimasta, nemmeno una volta, per strada perché aveva finito la benzina alzi la mano e ce la indichi. Sapremo, così, chi è quel maschio che è stato sempre talmente bravo e attento, e che ha trovato sempre il tempo per andarle a fare rifornimento. Ma, le donne, sono talmente carine che siamo disposti a perdonarle, a comprenderle e a capirle anche se intralciano il traffico e rappresentano il maggiore pericolo per tutti gli altri, specie se sono carine.
Le donne, è vero, non sanno fare benzina al self-service perché aprire il serbatoio, impostare la quantità, estrarre la pistola e schiacciare un bottone è troppo difficile e complicato; proprio non ci riescono.
Colpa delle unghie, troppo lunghe e fragili. Colpa dei tasti, delle chiavi e dei tappi dei serbatoi. Troppi e complicati. La donna, è vero, non fa benzina nemmeno ai distributori con servizio perché nessuno le ha spiegato che l’auto cammina solo quando dentro il serbatoio c’è la benzina e che, ogni tanto, bisogna metterne dell’altra.
E’ normale, allora, che rimanga a secco per strada. Ed è logico che, quando le succede, provi a rimetterla in moto prima ingolfandola e, poi, danneggiando seriamente il motorino di avviamento. Non è mica un meccanico per sapere che l’auto non parte perché manca la benzina e non arriverà mai a capirlo se un altro automobilista, sicuramente maschio, non le svela l’arcano: l’auto non parte perché è finita la benzina ed è del tutto inutile continuare a insistere per metterla in moto se, prima, nel serbatoio non si butta qualche goccia di carburante.
A questa notizia le donne, generalmente vanno su tutte le furie, e il loro primo pensiero sarà quello di maledire il marito, il fidanzato, l’amante (comunque un uomo, non c’è alcun dubbio) che “non si è ricordato” di fare il pieno alla sua auto e, il secondo, quello di chiamarlo per farsi venire a recuperare. Per fortuna oggi tutte le donne hanno il cellulare e, a differenza dell’auto, questo lo sanno usare benissimo.
E se voi siete il marito, il fidanzato o il padre di quella donna sarà del tutto inutile arrabbiarsi, oltre che dannoso, quando vi telefonerà per comunicarvi la sua “sventura, naturalmente addossandovi tutte le colpe.
Tanto vale rassegnarsi e, dopo averla recuperata, insieme alla macchina, con calma, quando le sarà passato il nervoso e sarà disponibile ad ascoltarvi provare a spiegarle che, come ogni cosa su questa terra, anche la benzina finisce perché utilizzando l’auto si consuma e che è semplice fare rifornimento. Con molta calma, e lentamente, provate a dirle che, ogni tanto, è indispensabile osservare la lancetta della benzina e che quando è prossima allo zero basterà fermarsi a un qualsiasi distributore di benzina per riuscirci perfettamente, a uno normale, s’intende, evitando i famigerati self-service, “per farlo senza nemmeno scendere dalla macchina”. A tale proposito, suggerirei a tutti i distributori automatici, e self-service, di mettere un bel cartello all’ingresso in maniera da evitare spiacevoli code e scene tragi-comiche: “Sconsigliato alle donne che non hanno confidenza con le pompe”.

- 04 - Il parcheggio bim bum bam
Le donne e il parcheggio non sono nate per vivere insieme.
La donna automobilista, infatti, per parcheggiare é impareggiabile. Pur non riuscendo a entrare nemmeno in un parcheggio dove si potrebbe parcheggiare un tir con tutto il carrello, si ostina a voler entrare a tutti i costi anche in spazi molto ridotti. Se riesce a entrare, e non ci riesce quasi mai (in quello dove si potrebbe tranquillamente parcheggiare almeno una roulotte), lo fa danneggiando le auto che stanno davanti e dietro alle quali darà non meno di una decina di colpi e, per questo motivo, il parcheggio della donna è conosciuto come il parcheggio bim, bum, bam.
Non ci riuscirà comunque se non avvicinandosi "troppo" al marciapiede, lasciando comunque l’auto, ad almeno un metro e mezzo di distanza.

– 05 - Le auto col cambio automatico
Le auto col cambio automatico sono state inventate per le donne.
Le hanno ideate per evitarle sia l'imbarazzante cambio di marcia, meccanismo troppo complicato per la donna normale (per la quale la frizione é un trattamento per capelli) sia per consentirle di dedicarsi ad altre più utili e piacevoli occupazioni, quali cercare radio kiss kiss per sapere se quest’anno va di moda il tanga, truccarsi arricciando il naso e le orecchie, telefonare alla mamma e all’amica del cuore, schiacciarsi i brufoli e tirarsi i peli delle sopracciglia nello specchietto retrovisore.


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