Artisti in Lucania

Potenza

 

Home - Guerrieri Gaetano


Guerrieri Gaetano


     
Visita guidata

 

NAPOLETANI - Gli ospedali napoletani

A noi Napoletani ci invidiano per tantissime cose.
La pizza, per esempio.
Non solo. Il mare, il sole, il mandolino e molte altre.
A Napoli, tanto per dirne una, abbiamo ospedali che ce li invidiano in tutto il mondo.
Ma che dico, ce li invidiano in America e in Europa; macché, di più, molto di più, ce li invidiano in tutta Italia, isole comprese. Ancora di più?
Anche in Basilicata ce l’invidiano ed è un bel dire!
Si, gli ospedali Napoletani sono come i napoletani, la pizza, il mandolino, Apicella e Napoli: unici.
Infatti non a caso c’è anche il detto “Vedi Napoli e poi muori” che significa: “Se vieni a Napoli e vai in ospedale, muori”. Beh, non è sempre così, per fortuna, ma è probabile.
L’altro giorno, per esempio, ero a casa mia tutto solo, in pieno centro di Napoli stavo malissimo così presi il telefono e chiamai l’ospedale per chiedere aiuto.
- Pronto? Ospedale? Mi sento male, malissimo, sto per morire. Per amore della Madonna di Pompei mandate subito, meglio immediatamente, un’autoambulanza in via San Crispino da Procida, numero 24, fate presto!
- Eccherè? Un attimo, per favore. Guardate che in questo momento tutte le autoambulanze sono impegnate per emergenze. Casi urgenti. Tre sparatorie alla Dukeska, una a Posillipo, due a Castellammare di Stabia, per non parlare del Vomero: una vera carneficina. Non posso mandarvene neanche una. Non ce l’ho. Capite? Non ce l’ho. L’ultima l’abbiamo mandata a ritirare uno che stava bruciando la spazzatura in via Caracciolo e, il fesso, s’è dato fuoco anche lui. Credeva di stare a Pianura. Non potete venire voi qui? Fate uno sforzo, vi conviene! – fu la risposta
- Azz, sono da solo a casa e non posso farmi accompagnare – risposi – dovete venirmi a prendere voi per forza, sto male, malissimo, sto morendo…
- Che esagerazione: morendo. Vi hanno sparato? No? E allora? I napoletani, siete napoletano vero? I napoletani muoiono solo se vengono sparati e a voi non vi hanno sparato vero? E allora non morite. Non vi preoccupate, solo alla morte non c’è rimedio. Tutto s’aggiusta. Che vi sentite?
- Sento un dolore acuto nel basso ventre e devo andare in bagno continuamente…
- Ebbè, per una cosa così volete venire all’ospedale?
- Forse non mi sono spiegato bene: sto morendo. Mi fa male dappertutto e cago sangue…
- Vabbuò, abbiamo capito ma se non ci sono ambulanze come facciamo?
- Già, come facciamo? Venite a prendermi per favore che sto morendo…
- Ma proprio non ce la fate a venire voi qua che facciamo prima? Ve lo dico nel vostro interesse, credetemi…
- Ma se vi ho detto che sono solo a casa e non ho da chi farmi accompagnare…
- Perché non ce l’avete la patente?
- Si, la patente si ce l’ho ma non ho la macchina…
- E non ve la potete fare imprestare da qualcuno? Non la potete prendere in prestito? Non la sapete arrubbare?
- Sentite io sto morendo perché non vi sbrigate?
- Vabbè, ho capito siete nato a Napoli ma non siete napoletano. I vostri genitori non sono nati a Napoli. Adesso vediamo come possiamo fare, non vi muovete, aspettateci. Mò vedo come fare…
- E chi si muove? Fate presto…
Non sia mai arriva l’autoambulanza.. Ma non è detto che arrivi e, da me, è arrivata per fortuna, o sfortuna a seconda, dopo un’ora e mezza.
Mi son dovuto fare mezz’ora buona nel traffico di Napoli con quest’autoambulanza che correva come una pazza con tutte le sirene spiegate e una decina di auto azzeccate dietro che la seguivano che ho pensato “Come cazzo hanno fatto i parenti a sapere che stavo male? Non l’ho detto a nessuno!”
Una volta arrivato all’ospedale ho subito notato l’efficienza dell’ospedale e degli infermieri.
Dopo qualche minuto di agitazione ho notato un certo interesse nei miei confronti.
- Nicò piglialo tu a questo qua…
-Ijo? Ma se aggio appena firnuto ri mangià. Giuà, pigliatell tu sta croc famm u piacer…
- Uagliò ma semp ijo? Ma chi cazz è stu strunz mo?
A quel punto ho aperto da solo l’autoambulanza, sono sceso e me ne sono andato al pronto soccorso dove ho dovuto aspettare mezza giornata nella sala d’attesa.
Dopo qualche ora è arrivato un medico con il caffè in mano che, dopo averlo bevuto, mi ha detto
- E allora?
- Dottò, ho delle fitte paurose e dolorosissime in tutto il corpo e vado continuamente in bagno e cago sangue…
- Ah, ohi maronna e che sarà?
- Niente e meno? Se lo sapevo ijo venivo sino a qua? Secondo voi a saperlo mi facevo na matinata così?
- Non faccia lo spiritoso. Comunque siete il sesto oggi. Non vi agitate e state calmo che prima di voi ci sono dei casi molto più gravi. Fate silenzio e siate paziente. Siete un paziente o no? Allora abbiate pazienza. Diamine.
- Più gravi di me dottò?
- Già. Si, più gravi di voi. Ma che vi pensate che siete il solo che soffre a questo mondo? Ma lo sapete che ci sono bambini che muoiono di fame, che hanno fatto l’attentato alle torri gemelle e che c'è la guerra in almeno venti stati nel mondo? Li leggete i giornali? Vedete i telegiornali o state tutto il giorno gettato nella sala scommesse?
- Si, vedo la televisione, ogni tanto. Stò male. Sto morendo. Ve l’ho detto che cago sangue?
- Beh, dovete avere pazienza. Capisco che state soffrendo ma dovete comprendere che ci sono altri che soffrono più e meglio di voi. Ci sta uno che è stato sparato, un altro che è caduto da ‘ngoppa ‘nu balcone, uno che è finito sotto ‘nnu pulman, n’attro che ha avuto ‘nna coltellata nello stommaco, ‘nna guagliona che è stata violentata da n’abbanese e n’attra che s’è avvelenata per amore… Non hanno di meglio da fa da queste parti….
- Dottò se mi getto con la capa contro la vetrata di fronte e mi schiumo tutta la faccia di sangue ce la faccio a passare almeno al terzo posto?
- Eccherè? Andate di pressa stamattina?
- Già, vado di pressa. Devo fare un concorso pubblico per un lavoro all’ospedale…
- Non vi preoccupate, facciamo subbito. A che ora dovete farlo?
- Oggi, alle quindici e trenta.
- Date una mancia all’inserviente e una alla guardia e dite che vi manda Picone.
- Esiste davvero Picone?
- Si, ma non dite che ve l’ho detto ijo.

* Non è vero che i polentoni e i Leghisti sono razzisti. La verità è che siamo noi che siamo napoletani.



Napoletani


<< Indietro

INDICE

Avanti >>


 

.



 

 

 



[ Home ]

[ Scrivimi ]