Artisti in Lucania

Policoro



Salvatore Magno

 

 

Lo sviluppo
L’autore si mette alla prova con diversi generi d’arte: scultura, pittura, grafica, fotografia; nella pittura trova il suo rifugio in tempesta, sempre in balìa di una serenità tumultuosa.
Nel 1978 allestisce la sua prima mostra a Policoro, ridente cittadina del materano in cui, negli anni a venire, troverà i natali la nomea dell’artista stesso.
Seguono anni di cambiamenti: la vita lo porta a Milano nei primi anni ’80. Qui viene riconosciuto il valore della sua espressione artistica con il conseguimento di alcuni importanti premi nazionali ed internazionali, tra cui il “Premio Washington” presso la galleria “La Bitta” di Milano. La viva presenza artistica sul territorio milanese fa scaturire l’interesse di alcuni galleristi locali e nazionali che incentiveranno la diffusione della sua arte.
Lavori di diversa natura gli vengono commissionati: l’artista arreda alberghi, ristoranti e pub.

Ritorno alle origini
Tornato al suo amato terribile Sud alla fine, trova in un vecchio mulino lo spazio ideale per mettere in piedi il suo primo studio di “lavoro”. Corre l’anno 1984 e solo qualche anno dopo l’artista ottiene uno spazio di lavoro presso il castello baronale di Policoro dove realizza una vasta produzione artistica. Produce opere pubbliche rimanendo quindi presente alla regione Basilicata e alla provincia, partecipa anche attivamente a progetti di educazione e formazione sui beni artistici locali e sul valore dell’arte in collaborazione con alcuni licei della regione.
L’artista si mette sul banco di prova con se stesso tuffandosi nel metafisico, raffinando sempre più la tecnica ad olio. Saranno questi anni di ritrovo con temi a lui cari, e di conoscenza di artisti locali noti.
Motivo frequente della sua arte è la Magna Grecia; l’artista è affascinato dalla storia delle ex colonie greche: Siris ed Heraclea, di cui si trovano reperti di pittura vascolare sul territorio policorese.
Negli anni a venire sperimenta diverse tecniche e tematiche facendo dell’arte l’amplificatore di una musica socio-culturale ma anche intimista, altrimenti sopita.

La metamorfosi
Nel ’93 sperimenta l’arte contemporanea. Corre l’anno 2011 per la partecipazione di alcune delle più vivide tele dell’artista nella sceneggiatura del film “Operazione Vacanze” di Claudio Fragasso con Jerry Calà e Valeria Marini. Alcune scene del film vengono quindi arricchite con le opere contemporanee targate “Magno 2011″.
Durante gli anni di produzione l’artista si occupa di allestire mostre sia a livello locale che regionale. Nel 2013 l’artista segue una serie di iniziative legate alla formazione e divulgazione dell’arte, rilasciando anche un’intervista al tg locale “ionica tv” per la rubrica “LIGABUE” dedicata all’arte locale.
L’artista ha vissuto e prodotto a Policoro(Mt) fino all’anno 2014. Approdato all’arte contemporanea, ha relativizzato concetti assoluti di vita, scardinato alla base e ricomposto preconcetti della società, scuotendo i dogmi comportamentali dettati da una cultura sempre più consumista ed effimera.
Durante gli anni vissuti nella comunità Policorese, ha contribuito con opere pubbliche alla diffusione del senso di bellezza e sublime, appartenente alla collettività e alla sua storia.

Il cambiamento
Salvatore Magno, vive oggi a Bologna, città in cui ha trovato i natali una nuova spinta artistica verso forme e dimensioni allegoristiche. Allestisce il primo laboratorio d’arte in zona san felice, a Bologna dove ha modo di approfondire la conoscenza personale ed artistica con il pittore Antonio Zambrella, meglio noto come “lucanino”, spentosi all’età di 86 anni a Bologna.
L’artista vive, tramite la sua arte, continui paradossi emotivi che rendono le sue tele delle poesie ricche di ossimori e sinestesie.I colori accesi delle ultime produzioni, urlano allo spettatore di ascoltarlo e di prendere parte attiva al processo di condivisione umana ed artistica.
L’artista non si propone di insegnare, commentare ma di scambiare: l’io dell’autore è traslato alla comunità e alle sue bellezze e disperazioni; le rappresentazioni dunque sono visioni intimiste che su terreno fertile, fecondano visioni d’insieme. A termine delle opere, è sovente l’uso di getti di colore volti a “sporcare” una altrimenti ideale dimensione perfetta, rivelando la sua più reale natura imperfetta. Anche a Bologna ha allestito mostre pubbliche e private all’insegna della divulgazione delle sue opere e della partecipazione alla comunità Produce nel nuovo laboratorio d’arte sito in zona Stalingrado, a Bologna ed è possibile visitare il laboratorio nei giorni di produzione dell’artista.