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C'era una volta il dialetto
Enzo Fittipaldi e Salvatore Fittipaldi

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Cap. 2

ADR = Alfabeto dialetto rotondese

Il seguente alfabeto frutto del nostro studio, su testi scientifici consultati, e della nostra esperienza di rotondesi nati e vissuti nel paese natio. 

 

ADR

ESEMPI  IN   ADR

DIALETTO MACCHERONICO

a

abbʉ

abbsciu̥

   abbsciu

Abbac

abbac

tavẽd̥d̥r̥ë

tavddre

ě

Fucilěrë

pgnět

fucilri

pignte

Cacard̥d̥r̥a

  tl

cacarddra

 

   trr

I trre

pgnět

i pignte

i

iscụ

iscu

spụsalịziụ

spusalziu

sl

sle

prta

prta

  megghi

megghio

u

lun

lna

ʉ

  kriatʉr (  u  criatʉrụ)

I criatri

vsci 

vsciu

Cụnnttụ

cunnttu

(i) 

m(i) () ()

miu- (e)

(u)

criat(u)r

criatre

b

  bn ( anche   bbn )

bne

(b)

(b)c

(b)atnn

vce

vatnne

c+r,a,o,u*

*CU :si consiglia usare la q

(come in italiano)

cacagghiụ  craj

can  chiav

cülccu̥ - qülccu̥

caccavd̥d̥r̥a

qu̥rrilo  cu̥rrijlo

 criatʉr

(anche kriatʉr )

Cacgghiu craje cane chive

 

caccavddra

 

currilo

 

criatra

ch + e, , i

chrda 

Sc-chrda

chi+ voc.

c + e, i

cnnra

chiav

chive

d

dnd

dente

purtd̥d̥r̥a

purtddra

f

fërrttu̥ fu̥rnactta

firrttu furnactta

g+a,o,u

gualand̥d̥r̥a   gwaland̥d̥r̥a

dnucchi

gó(i)ë

gualanddra

dincchi

gh + e, , i ,o

ghi

chianghr

ghi

chianghre

ghi+ voc.

figghi

figghi

g + e, i

sngr

gner

singre

gnere

(g)

(g)ad̥d̥r̥ (plur.) , u(sing.)

gaddr

l

ḻatt

latt

gli

gigli

gigli

m

n

 Mu̥nu̥mndu̥    nu̥n tngózza

mbrllu̥             nu̥n tngózza

Munumendu

Nuntingzza

mbrellu

gn

gn

ogni

p

pdlngu̥

papgna

pan

pedelngu

papagna

pani

q

qunnu̥

qunnu

r

rt

rɑšcɑtèd̥d̥r̥

rte

rasc-catddri

s

s marit     st̥r̥íttu̥

si marite 

stríttu

 

Faatru̥    Faatru̥

nas̃chtti

s̃t̥r̥ušš, Cas̃t̥r̥u(v)ìd̥d̥r̥arë, cas̃t̥r̥tu̥

(strusciare, Castrovillari,  castrato)

fasciatru

nasc-chtti

strusci,Casc-truvddrare

casc-trtu

t

tl (plur)  a tla (sing)

  trr (plur)      a trra (sing)

taccarddɽa   taccard̥d̥r̥a

tela

 

terra

taccarddra

ṭṛ

 u ṭṛppd

treppde

v

vo(g)hi

 a vúcë, sing; ë vùcë ,plur

vogghi

a vuce  i vuci

z

chianùzzu̥

chianzzu

J (si consiglia luso se preceduta da vocale  i  )

ammìja

attja

pu̥tja

vu̥líja ( io volevo )

amma

atta

puta

vula

w** (si consiglia luso se preceduta da vocale u)

wlné̜ddra

u wagnònë (singolare)

ë wagnúnë (plurale)

gualanddra

u guagnne

I guagnni

k

kriatʉr ( anche criatʉr )

 ʈɽukˈkiʃku

criatre

trucchiscu

 u laṫṫ

U latt

 

 

ALCUNE RIFLESSIONI GRAMMATICALI -  REGOLETTE PRATICHE

 DI  TRASCRIZIONE  NEL  DIALETTO ROTONDESE

 

NB. TUTTE LE VOCALI ACCENTATE, ANCHE INTERNO PAROLA, SONO  SEMPRE TRASCRITTE CON IL RISPETTIVO ACCENTO O  CON IL PUNTINO SULLE STESSE VOCALI  ACCENTATE .

        Tavddri , ma anche  tavd̥d̥r̥a(singolare)  tavd̥d̥r̥ë(plurale).

          :  L'uso della tilde sulle vocali ha suono nasale ( in Mënẽcùcciu̥  potrebbe essere giustificata,  ma semplifichiamo in  Mënëcùcciu̥).

        Si usa anche la e con pipetta Fucilěri, pgnět .

        Fu̥cëlrë (singolare,  con acc. acuto) Fu̥cëlrë (Con accento grave, plurale);

        per pgnět  la e con pipetta pu essere giustificata se si prende per // (a con accento) ... altrimenti  va bene scriverla  pgnta...

        la vocale /a / in fine di parola non ha variazioni di suono come per esempio la nostra /u/ (si dice tuttu oppure  tutto, ciuccio oppure ciucciu, con la o oppure la u finale, a seconda del parlante);

 

NB: il puntino sotto la u ci stato  suggerito dalla Professoressa Del Puente per mettere un grafema adatto a questa particolarit. /u̥/

  kriatʉr :  plurale ; u  kriatʉru̥ singolare ( meglio   kr(i)atr :  plurale ;

u  kr(i)atru̥ singolare).

 

N.B. per  /gh + e, , i/ vale per gh seguita da  e, , i; se seguita da a, o, u , = ga,go,gu (senza acca); a mga (singolare)  ë mghë (plurale)

 

- Quannu a patrona fa u brodo  i  gaddrina o i malata diddra o i malata  

   a  gaddrina.

-Quannu̥ a pat̥r̥óna fa u bbrdu̥ ë gad̥d̥r̥ìna o i malta díd̥d̥r̥a o i malta a gad̥d̥r̥na.

 

 


N.B. In rosso dialetto maccheronico, in blu ADR

Per  st̥ríttu̥... la s di strittu secondo noi non /s/ normale e neppure /s con  pipetta/.... l'abbiamo  rappresentata con ʂ in ipa e con : s̥̊, oppure s̃ in ADL  quindi  s̥̊t̥r̥íttu̥ , oppure s̃t̥r̥íttu̥  ADL , [ ˈʂʈɽitːu] in   IPA

 

N.B. negazione non + parola iniziante per consonante :

utilizziamo lunderscore _  tra non e la parola per assimilazione di  in  m o  n , come in num_bt e nun_vn .

 

N.B.larticolo indeterminativo  seguito dallapostrofo prima di un nome femminile iniziante per vocale, mentre seguito dallunderscore _ prima di un nome maschile iniziante per vocale: es. nata vta,    n_mm .

 

N.B. Il fonema  /o/ atonO o in fine di parola si trascrive con /u/ con puntino        sottostante   oppure con /e/ con dieresi e u in apice/ /, /ëᵘ/

ʉ = (u tagliata) si usa :

1) quando ha  suono breve e stretto;

2) quando la sillaba tonica.

 Es.:  / crɪ̈atʉra/

 

  = con la dieresi (i due puntini sulla vocale /U/) si usa:

1) quando la sillaba protonica; clccu̥

2) quando la /U/ ha suono allungato e largo;

3)  anche in fine di parola non accentata e il suono tra o oppure  u .

 

= con il puntino sotto si usa quando  la u non accentata

 

N.B. Per effetto della  univerbizzazione ( unione di pi parole che formano gi un sintagma ricorrente anche se divise , spesso  con slittamento di significato (e poi >eppoi ,  in vece> invece ,  pomo doro>pomodoro),  nel dialetto rotondese tale fenomeno si verifica con espressioni composte da   in + sostantivo

 

Es.:        / nvccia /           / ngap/         / mbrazz /

 

 

II A

RAGGRUPPAMENTI DI CONSONANTI E VOCALI CHE  POSSIEDONO

UNA FONAZIONE PARTICOLARE NEL  DIALETTO ROTONDESE

 

 

ʈʈɽ -   (ttr )          [ˈkwaʈʈɽo] (quattro)

 

non corrisponde al suono italiano quattro

 

ʈɽ          (tr )     [' ʈɽa:vɘ]  (trave)         /vë/

                             [ 'ʈɽɔ:nu]  (trono)        /nu̥/

                             ['ʈɽonu]  (tuono)         /t̥ónu̥/

 

 cɧj                         ʈɽuccɧjsc, trucchscu̥ , [ʈɽəpˈpɛdə]      /ëppèdë/

                                  ( granturco,   granturco, treppiede)

 

 non corrispondono  al suono italiano come in chiodo, treno, trave, trono, treppiede

La consonante r in unione con t e d, soprattutto  d luogo a fonemi che abbiamo definito retroflessi, ma ha anche una sonorit (trillo /vibrazione sorda, vagamente assomigliabile alla "r"  francese, per la qualcosa abbiamo rappresentato il gruppo  con  ʈ, ɗ, ɽ al posto delle normali  t,d,r  oppure / t̥, d̥, r̥/ in ADL.

 

 ʃk -    (sc )     ʃkerda  (frammento di legno)

  (come sci)  

                          [maʃkaˈtura]                (serratura)      /mašcatʉra/

                       [ raʃka'tɛɖ:ɽi]              (fusilli al ferro) /racatd̥d̥r̥ë/

                       [ dza:fa'ra:ni 'kruʃki] (peperoni   croccanti)

                       /zafarnë crúšchë/

 

 

 

 

ʂck-  ʃk -  s̆        

                      [miʃ'ka:to], [s̆ifu'l]; (mischiato, scivolare) /mis̆ct/

                      ['fruʃkulu]   (piccolo animale)      / frʉs̆cl/

 

 

s, š , s̃     

(differenza di pronuncia)

s:             sol, sal, pasta

cšša, šcòma, šcanta (coscia, schiuma, pagnotta)

sci: meglio /sci/ fricativa palatale sorda, quando seguita da a, o ed u (es. sciame, sciopero, sciupare)

s̃t̥r̥ušš, Cas̃t̥r̥u(v)ìd̥d̥r̥arë, cas̃t̥r̥t (strusciare, Castrovillari,  castrato)

 

NOTA: Apprendiamo che  nel recentissimo ATLANTE LINGUISTICO SICILIANO  il termine /strummula/, che a Palermo significa TROTTOLA,  viene trascritto   in IPA [ʂːɽum:ula], senza la /t/ ... questa  "norma" (di togliere la /t/) l'avevamo gi letta in un altro testo senza darvi molto peso... il suono molto simile al nostro /str/ che noi abbiamo trascritto usando anche / š, s̃,/ ʈ , ɽ /  t̥   r̥ /

 

hja -    potrebbe derivare dal siciliano  

ghia         ghinna /    (ghianda)

                                         

oppure /mu̥gghitu̥/   ( bagnato)     [muy'yato]

 /cannʉgghiu̥/  (goloso)      [ka'n:ugɧju]

 

 non corrisponde al suono italiano della parola  /ghiaccio/

                                        

  il tradizionale    /gli/  italiano (v.pag.22)   viene meglio rappresentato nella pronuncia dialettale con un suono verosimilmente siciliano:

 

ghj-gghj  - ɠɠɧ - [kuˈni:ʰɧjɔ] (coniglio)

ma anche [ku'niyyo] /cu̥nìgghiu̥/

[muˈʰɧja:to] (bagnato)

ma anche [muy'yato] e /mgghit/ sebbene il suono gutturale della /g/ poco evidenziabile a spese di un suono pi linguale-palatale.

 

 [ar:avuˈʰɧjato]    ( avvolto male)  /arravgghit/  [ar:avuy'yatu]                  

 non corrisponde al suono italiano della parola  /ghigno/

                                  

ja,je    (v.pag.24)                 [ˈjɛn:ero]    /innër /        (genero)

                                                 [ˈjaddzu]               (ovile)       

 

jho,jhu, jo,ju                         [ˈjuʃtu]       (giusto)    /ist /

                                                [ˈjɔrnu]      (giorno)   /irnu̥/

 

 ddr - ɖɖɽ sostituisce la doppia ll 

                                                                  ['kwiɖ:ɽu]     (quello)

                                                                    /quid̥d̥ru̥/                        

ka,ke,ki,ko, ku    ca,che,chi,co,cu

 

(sempre dal siciliano)   [ piʃkunu] [ˈkilo]   ['kura] 

                                             /pišcʉn/,  /chilu̥/ , /cura/  

 

la <p> italiana in dialetto rotondese  scivola in /k/c/

 

pi+voc   diventa  ki            ['kia:nu], [kjo:və] ['kju:ma]  /chin/  chióvë/  (piano,piove,piuma)

chi scivola nel dialetto in  kj       ['vekkju]    /vcchi/

olp scivola nel dialetto in   urp :           ['vurpa]   /vʉrpa/

 ['kurpa]    /cʉrpa/

 ['kurpa]    /cʉrpa/

                 

 

Il gruppo  ʃʈɽ -  ʂʈɽ  sostituisce  il corrispondente  str  

  [fəˈnɛʃʈɽa]      /fënšt̥r̥a/ oppure meglio [fəˈnɛʂʈɽa]   /fëns̃t̥r̥a

Cos il gruppo ʈʈɽ -   ʈɽ       sostituisce  i suoni   italiani  ttr     tr        

 / t̥t̥r̥ ,  t̥r̥ /

 

 

 La pronuncia dei gruppi /ʈʈɽ /e/ tr /  non corrisponde a quella delle  parole italiane quattro, trovare

                                           

                               [purpaʂʈɽɛːɖɖɽu] [ʈɽukˈkiʃku] (polpastrello, granturco)

                                                         /pu̥rpas̃t̥r̥rd̥d̥ɽu̥/ e /t̥r̥u̥cchiscu̥/

 

ɟ  (f capovolta)    [ juɟɟjˈ ]              [ juɟɟjaˈrulo]  /iu̥šarʉlu̥ /

(soffiare)                      (soffietto)

Con ɟ  (f capovolta)  si vuole  rappresentare un particolarissimo e, forse, unico  suono polmonare (verosimilmente paragonabile  a quello emesso dal paziente quando il cardiologo gli chiede di fare un respiro profondo e a bocca aperta). Difatti, questa  effe si riesce a pronunciare emettendo aria dai polmoni e facendole attraversare la gola e  il canale della lingua, disposta a cucchiaio, allineata alle labbra leggermente contratte  a bocca di pesce.

una lettera del moderno alfabeto latino formata da

una n con il  segno diacritico di tilde.

usata principalmente nella scrittura dello spagnolo (dove chiamata ee), filippino, asturianogaliziano, leonese,   e rappresenta il suono di una palatalenasale (]), come  l' italiano gn.

Nel bretone non ha un suono proprio, ma indica che la vocale precedente  nasale.

 

Molte  parole italiane che iniziano per im e in, nel dialetto rotondese omettono la i e hanno spesso una pronuncia con la doppia  consonante iniziale:

nnammrtu̥ (innamorato),nnnte davanti, ntandu̥(intanto), nvicchi, (invecchiare), ngu̥ll,(incollare), ntllignte (intelligente)

mpar- mpavr (impaurire), nsu̥rdʉtu̥ (insordito)

ntu̥ssic: (dannare,intossicare),mbru̥gghiʉnë (imbroglione) u̥nghia ncarnta

(unghia incarnita) mtéd̥d̥  (imbuto) .

 

La dittongazione nel dialetto rotondese non   usuale, anzi  scompare o viene limitata a pochi termini.

Gli arcaici ai (aj) ed oi (oj)  latini si trasformano  nei classici ae ed oe, mentre quelli residui (eiui) non vengono solitamente considerati dittonghi se non nel latino ecclesiastico.

 

 

Cos nel nostro dialetto abbiamo:

cuore: cre ; suola: sla; lenzuolo: linzlo;  uovo:óvu ;nuovo: nóvu; buoi: vói  , cos mei, tui ecc.

 

               ca-co-cu -cau -ciau   

                                                       /ca(v)u̥dra/                    caldaia

                  [cia(v)u'ɗeɗ:ɽu ]      /cia(v)ʉdéd̥d̥r̥u̥/              chiacchierone

                  [ka(v)u'tset:o]          /ca(v)ʉséttu̥/                   calzetto

 

Le vocali toniche , solitamente, si conservano intere senza turbamenti, velarizzazioni vistose, frangimenti di dittongazione, caratteristiche rintracciabili invece in altre aree dialettali.

 

 

 

 

Stemma casa Pandolfi

 

 

Io non penso in italiano, penso in dialetto perch sono un popolano

(Gianni Brera)

 

 

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